Halloween è una festa satanica? Ecco le vere origini

Halloween è una festa satanica? Ecco le vere origini

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A scuola il mio insegnate di religione ci disse che Halloween era una festa satanica e quindi non andava assolutamente festeggiata se non volevamo commettere peccato. A guardare tutti questi travestimenti e immagini e simboli oscuri e tenebrosi potrebbe sembrare così.

Alcuni dicono che questo è il giorno in cui i satanisti fanno i loro rituali e rappresenta il giorno più importante dell’anno satanico. Ma come stanno davvero le cose? Qual è la vera origine di Halloween? 

Seguendo gli indizi nascosti nelle pieghe del tempo arriviamo ad un culto molto antico, il culto della Dea Madre, regina di questa mistica notte che sta in sospeso fra la vita e la morte.

Il reale nome di Halloween è Samhain, parola gaelica che significa semplicemente “fine dell’estate“. Ancora oggi in Irlanda la parola Samhain viene utilizzata per indicare il mese di Novembre. Samhain corrispondeva all’ultimo raccolto dell’anno e pertanto veniva festeggiato accendendo grandissimi falò che auspicassero un inverno ricco privo di carestia.

Gli antichi Celti dividevano l’anno in due grandi stagioni in base alla transumanza del bestiame e questa festa segnava la fine dei raccolti e l’inizio della parte fredda e buia dell’anno. L’ultimo raccolto è quello più importante che si sperava essere anche il più abbondante perché dovrà fornire cibo per tutti i mesi invernali, garantendo la sopravvivenza di tutti.

In realtà i festeggiamenti non duravano una sola giornata ma iniziavano una settimana prima e si concludevano una settimana dopo, così è molto più probabile che il giorno più importante dei festeggiamenti non fosse il primo Novembre, bensì l’11, data coincidente con quella che oggi viene definita estate di San Martino.

Samhain era la fine dell’anno, il periodo preparatorio per ammassare il raccolto e prepararsi per la “morte” dell’inverno. I Druidi, i sacerdoti, costruivano enormi falò, che consideravano sacri, in onore del Nuovo Anno Celtico.

Da qui il collegamento di Samhain alla festa dei morti, in realtà essa non è una festività legata ai defunti ma esattamente il contrario, è legata alla vita, alla grande dea (la Terra Madre) che muore per poter rinascere.

Il nome di Halloween venne invece coniato molto tempo dopo, quando i cristiani arrivarono ad evangelizzare le isole britanniche grazie alle conquiste romane. Il nome “halloween”, infatti, deriva dalla contrazione delle parole ”All Hallows Eve”, precisando che “Hallows” è la forma arcaica della parola inglese “santo”, arriviamo all’evidente traduzione di “Vigilia di tutti i santi”. Halloween si potrebbe definire ironicamente una festa cristiana!

DOV’E’ IL SATANISMO?

Non esiste alcun “dio delle tenebre” chiamato Samhain. Quasi tutte le fonti che menzionano una divinità della morte detta “Samhain” sono cristiane e con l’intrusione della religione Cristiana, ogni Dio della vecchia fede fu considerato “malvagio” e quindi particolarmente non voluto e considerato pericoloso per la fede.

E’ per questo che la chiesa eliminò i riti che facevano riferimento al paganesimo, alla natura e alla madre terra e li rimpiazzò con “Ognissanti”. Quando la Chiesa Cattolica decise di sostituire la propria festa con quella pagana, la spostò dal 13 maggio al 1° novembre per sovrapporla ad essa. Fu infatti nel 1048 che Odilo de Cluny decise di spostare la celebrazione cattolica all’inizio di novembre al fine di detronizzare il rituale di Samhain.

Il giorno più importante dell’anno per i satanisti è il 23 Dicembre, quando il sole si trova nel primo grado del segno del Capricorno. Il giorno dopo l’inizio del Solstizio d’Inverno è il suo giorno personale, festa che viene osservata da ogni satanista.

UN GIORNO IMPORTANTE DAL PUNTO DI VISTA ESOTERICO

Il 31 ottobre è uno dei 4 sabba delle streghe: i primi tre segnano il tempo per le stagioni “benefiche”: il risveglio della terra dopo l’inverno, il tempo della semina, il tempo della messe. Il quarto sabba marca l’arrivo dell’inverno e la “sconfitta” del sole: freddo, fame, morte.

Ti sorprenderai nello scoprire che moltissime sono le tradizioni e i rituali che si espletavano in questo giorno in tanti posti nel mondo, non solo nelle isole britanniche, alcuni successivamente fortemente travisati nel corso dei secoli, silenti testimoni di un passato mai del tutto scomparso.

Anche da noi. nelle tradizioni pugliesi troviamo ancora il ricordo della madre terrache lungi dall’esser scomparsa, si nasconde nel folklore popolare. In questa notte i bambini usano appendere delle calze, le cavezette di murte,  fuori dalle proprie case per ritrovarle il giorno dopo ricolme di doni, una tradizione simile a quella dell’Epifania. La tradizione vuole che i morti al loro passaggio lasceranno i loro doni, dolci e frutta di stagione, ma anche carbone, le ossa dei morti,  per i più cattivi. La calza così ha una importante funzione, essa è la cornucopia della dea, il corno della Capra Amaltea, la mistica nutrice,  dispensatrice di doni che assicura fertilità alla terra.

Il calendario esoterico ha una suddivisione temporale di 8 periodi che partono dal31 ottobre Halloween esattamente a metà del segno dello Scorpione, che vuole simboleggiare l’espressione della vita legata alla morte, infatti questo è il periodo dell’anno in cui il seme viene messo sotto terra (quindi sepolto) e la terra si prepara alla rigenerazione che dopo un periodo piuttosto lungo di letargo darà origine alla nuova vita, che ovviamente coinciderà con un altro periodo esoterico dell’anno, fino al completamento del ciclo.

In molte culture pastorali, l’inverno era visto con timore. Si avvicinava il tempo dell’abbandono, il momento di abbandonare ogni bagaglio non desiderato e le paure, proprio come gli alberi lasciano cadere le loro foglie. Così le vite degli uomini venivano allineate ai cicli sacri della natura. I travestimenti, la zucca, il dolcetto-scherzetto sono usanze che sono venute dopo e nate dalla paura di voler controllare il flusso della natura: i travestimenti servivano a spaventare gli spiriti che potevano manifestarsi quella notte, le zucche con una candela venivano inserite lungo le strade per guidare le anime dei defunti. Il significato originale di dolcetto-scherzetto era “maledizione o sacrificio”, deriva dall’usanza dei druidi di andare di casa in casa in quella notte a chiedere un sacrificio: se erano accontentati promettevano prosperità e fortuna alla famiglia e la casa, altrimenti la sventura avrebbe colpito quella casa. Quindi insomma niente satanismo ma un passato comune di ogni cultura antica che viveva a contatto con i cicli della natura, cosa che noi dovremmo ristabilire riconnettendoci con la semplicità della vita.

 

 

 

 

 

 

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