Gustavo Rol, semplice illusionista o grande sensitivo?

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Leggeva nel pensiero, leggeva libri chiusi, dipingeva quadri che prendevano vita: queste sono solo alcune delle doti attribuite al sensitivo piemontese. Da molti osannato ma dai più criticato, rimane a tutt’oggi uno dei personaggi più misteriosi e peculiari del mondo del paranormale

Leggeva nel pensiero. Sapeva già tutto” diceva di lui Caterina Ferrari, amica di lunga data di Gustavo Rol e che gli stette vicino durante la malattia, sino alla morte. Rol fu un personaggio controverso, tanto amato quanto criticato, specialmente dagli scettici, ma a detta di alcuni testimoni che ebbero la fortuna di vederlo in azione fu capace di causare fenomeni al contempo spettacolari ed inspiegabili.

Chi era Gustavo Rol?

Gustavo Rol nacque a Torino nel 1903, di famiglia benestante, e sin da piccolo iniziò ad interessarsi di musica e pittura, avendo l’opportunità di entrare in contatto con diversi artisti dell’epoca. Si laureò in giurisprudenza all’Università di Torino, a Londra conseguì quella in economia e a Parigi un’altra ancora in biologia medica. Nel rispetto della tradizione familiare iniziò a seguire la carriera bancaria, facendo esperienza in diverse città estere, fra cui Marsiglia, dove avvenne un episodio che diede una svolta alla sua esistenza. Fu in quel frangente, infatti, che conobbe un uomo polacco che lo affascinò con i suoi giochi di prestigio con le carte, e che lo portò a condurre le sue prime ricerche sui principi che legavano la mente alla materia. Durante le sue prime scoperte, nel 1927, rimase talmente turbato che si rinchiuse in un convento. Nel suo diario del tempo, si legge “Ho scoperto una tremenda legge che lega il colore verde, la quinta musicale e il calore. La potenza mi fa paura. Non scriverò più nulla!”. Grazie all’intervento della madre, Rol riuscì a superare questo momento di sconforto e venne incoraggiato a proseguire i suoi studi. Ufficialmente, sino agli anni Sessanta, l’uomo faceva l’antiquario, mestiere che poi abbandonò per dedicarsi esclusivamente alla pittura, forma d’arte per esprimere i suoi “poteri”.

Gli esperimenti nel salotto di Rol e lo sviluppo di incredibili “poteri”

Dopo l’esperienza di Marsiglia, le carte divennero uno dei principali mezzi attraverso i quali Rol conduceva i suoi numerosi esperimenti, che si tenevano per lo più in casa sua, a Torino, generalmente dopo aver invitato degli ospiti a cena. Durante queste serate uno dei commensali – il più scettico – affidava a Rol un mazzo di carte nuovo e lui era capace non solo di indovinare le carte pescate, ma persino di farvi comparire delle firme sopra. Rol sosteneva inoltre di poter parlare con i morti e di essere capace di viaggiare attraverso lo spazio e il tempo. Affermava inoltre che fosse capace di entrare in contatto con degli spiriti senzienti che prendevano parte ai suoi esperimenti, durante i quali egli interagiva con loro in maniera del tutto spontanea, quasi spinto da un impulso ignoto. Alcune testimonianze incrociate dichiararono di averlo visto in due posti contemporaneamente. Era capace di dipingere quadri a distanza, con elementi e personaggi capaci di muoversi al loro interno, come se prendessero vita. Faceva comparire delle scritte in dei fogli perfettamente bianchi chiusi in una scatola con dentro della grafite, scritte che corrispondevano ai pensieri del pubblico presente.

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Rol durante la seconda guerra mondiale

Pare che Rol fosse capace anche di leggere dai libri chiusi oppure di indovinare cosa c’era esattamente dentro ad un cassetto lontano chilometri. Quest’ultima capacità gli valse un riconoscimento da parte del sindaco di San Secondo di Pinerolo, a nome del Comitato di Liberazione Nazionale, per aver salvato dei partigiani. Si racconta infatti che il suo intervento fu provvidenziale durante una retata dei nazisti: l’uomo, dopo essersi fatto garante dell’innocenza delle persone accusate, alla domanda dell’ufficiale tedesco su come potesse esserne così certo pare l’uomo rispose: “Sono certo di questo come sono sicuro di conoscere cosa contengono i cassetti della sua scrivania nella casa ad Amburgo”. L’ufficiale così si convinse e decise di liberare gli ostaggi.

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Seguaci e osteggiatori

Gustavo Rol fu osannato da molti, fra cui artisti e personaggi illustri come la Zeffirelli, Fellini e la famiglia Agnelli, ma fu anche osteggiato da molte persone che non credevano nei suoi “poteri”, considerati meri trucchi di illusionismo e mentalismo. Occorre dire che Rol non prese neanche mai parte a degli esperimenti per accertare la veridicità delle sue facoltà, pare che a lui non importasse dimostrarlo e non chiese mai soldi per ciò che faceva, aspetto che lo portò ad avere sempre un gran seguito.

Uno dei più grandi osteggiatori di Rol fu Piero Angela, che fu ospite nel salotto piemontese del sensitivo per due volte. In entrambe le occasioni il celebre divulgatore scientifico rimase molto scettico e non persuaso delle capacità di Rol, soprattutto per la sua reticenza a farsi riprendere dalle telecamere e per il suo rifiuto di accettare una sfida contro il mago Silvan, che replicò in tv i suoi trucchi senza problemi. Rol liquidò la faccenda dichiarando: “La Scienza non può ancora analizzare lo Spirito”.

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L’analisi critica di Piero Angela

Piero Angela scrisse di lui nel 1978, nel libro edito da Garzanti “Viaggio nel Mondo del Paranormale”, dove affermò: “Da decenni Rol si produce nei salotti torinesi, davanti a scienziati, medici, letterati, artisti, religiosi, atei, filosofi, militari, uomini politici, capi di stato e di governo, gente di ogni classe sociale, ossia tutte persone… incompetenti in trucchi! Perché invece non vuole mai fare i suoi ‘esperimenti’ sotto l’occhio di un esperto? Neanche una volta? Non serve rispondere che Rol non fa queste cose per lucro: il problema è sapere se ciò che produce è autentico oppure no. Ma perché dovrebbe fare trucchi, affermano i suoi sostenitori, se non guadagna una lira? Si potrebbe facilmente rispondere che il prestigio (e il potere) che si ottiene convincendo gli altri di avere certe facoltà è forse ancora maggiore di quello che si può avere col denaro. […] Avevo persino pensato di stendere un velo di cortese silenzio sulla vicenda. Ma sarebbe stato onesto? Non credo”.

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Sino alla fine

Rol morì nel 1994, il 22 settembre, a causa di una malattia. La morte della moglie 4 anni prima aveva messo a dura prova il suo stato psicofisico. La sua amica di vecchia data Caterina Ferrari raccontò: “Da un anno Gustavo Rol faticava a camminare. Ma prima, quando uscivamo, lui puntava il dito contro sconosciuti: a uno diceva che era malato, a un altro che doveva firmare un atto notarile, o rinunciare a un affare”. Rimane un grande mistero su questo personaggio controverso e numerosi esperti tuttora si interrogano su quali fossero le sue reali capacità: un abile mentalista o un operatore dell’occulto?

 

Il Team di BreakNotizie