Grecia fuori dall’Euro, quali conseguenze?

Grecia fuori dall’Euro, quali conseguenze?

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Un vero e proprio muro contro muro.

Questa sembra davvero l’immagine più valida per descrivere lo scontro di queste ultime settimane fra il governo greco e i vertici della Troika europea, Germania e Banca Centrale Europea in testa. Al centro, la permanenza stessa nella zona Euro del Paese ellenico, e la possibilità di risanare i conti pubblici statali. Negli ultimi giorni si è assistito a un continuo alzare la voce da entrambe le parti, con conseguente progressivo allontanamento delle possibilità di trovare un accordo soddisfacente. Orologio e calendario si battono senz’altro contro la Grecia, dal momento che la scadenza teoricamente inderogabile per ripagare il debito con il Fondo Monetario Internazionale è il 30 giugno. Inevitabile dunque chiedersi cosa possa succedere anche al nostro Paese in caso la Grecia fosse davvero costretta a dichiarare default (e sarebbe la seconda volta a pochi anni dal primo…). Dal mare magnum di possibili previsioni sembra emergere un atteggiamento prudente ma che comunque lascia buoni spiragli di speranza. Il peso stimato della Grecia sull’economia globale europea si attesta attorno al 3%, ma è indubbio che il Paese abbia rapporti commerciali molto fitti con tutta l’area Euro, e che numerosi governi possiedano quote di debito greco. L’Italia non fa eccezione, essendo esposta per una cifra attorno ai 60 miliardi. Fra questi pesano soprattutto il credito di 10 miliardi in prestiti bilaterali concessi attorno al 2010 (prima del default del 2012), i 27 erogati attraverso il meccanismo del Fondo Salva Stati e altri 20 circa che costituiscono l’esposizione dell’Italia verso la Grecia tramite il sistema interbancario europeo Target 2. Lo spread si potrebbe assestare nei primi tempi in un range attorno ai 400 punti base, mentre andrebbe meglio per le altre banche italiane, la cui esposizione verso la penisola ellenica è minima. Sono invece maggiori i rischi per alcune aziende italiane che abitualmente intrattengono rapporti con il Paese, poichè un’eventuale uscita dall’euro della Grecia comporterebbe automaticamente il ritorno alla dracma, che subirebbe di conseguenza una forte svalutazione che migliorerebbe l’export dalla Grecia all’esterno ma diminuirebbe per forza di cose il percorso inverso. Le prossime due settimane saranno dunque decisive, e alla finestra c’è anche la Russia di Vladimir Putin

Il team di BreakNotizie

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