Grecia, controllo dei capitali: 17.000 licenziamenti solo nel mese di luglio

214

Lo scorso mese di luglio circa 17.000 lavoratori sono stati licenziati a causa delle misure governative volte al controllo dei capitali.

Tali misure sono state messe in atto dal governo di Alexis Tsipras alla fine del mese di giugno e sono state accompagnate dalla decisione di chiudere le banche che ha suscitato numerose polemiche in tutta Europa. Lo scopo del Governo era di tentare di evitare una vera e propria “fuga” di denaro dalle casse della Grecia prima del referendum del 5 luglio.

Purtroppo, però, qualcosa sembra non essere andato come da previsione e, stando ai dati forniti dal quotidiano Protothema, pare che i numeri in merito alla disoccupazione siano i peggiori dal 2001 ad oggi. Addirittura, pare anche che a seguito di tale misura circa 40.000 lavoratori siano stati costretti a trasformare il proprio contratto di lavoro da tempo pieno a part-time.

I dati in merito alla disoccupazione, però, sembrano essere solo le prime conseguenze del controllo sui capitali. In Grecia, infatti, c’è molta preoccupazione anche per la crescita del PIL che, fino alla prima metà dell’anno, sembrava essere in netto miglioramento. Sulla base degli ultimi aggiornamenti, invece, pare che a fine anno la Grecia potrebbe essere costretta a fare i conti con un calo del prodotto interno lordo di circa due punti percentuali.

Inoltre, è opportuno fare presente che i controlli sui capitali sono ancora in vigore anche se è recente la notizia di un aumento del limite giornaliero per le transazioni commerciali con i Paesi esteri che è passato da 5 milioni di euro a ben 7 milioni di euro. Le istituzioni, invece, avranno la possibilità di trasferire un massimo di 40 milioni di euro al mese ed i cittadini privati solo 500 euro al mese.

Nel frattempo, la Grecia si prepara all’imminente consultazione elettorale. Il popolo, infatti, sarà chiamato alle urne il prossimo 20 settembre ed avrà l’arduo compito di scegliere i nuovi componenti del Governo che dovrà tentare di portare il Paese fuori dalla crisi. Per il momento, a governare la Grecia ci pensa l’esecutivo tecnico di Vassiliki Thanou a cui Jean-Claude Juncker non ha tardato ad inviare una lettera di congratulazioni per la scelta dell’economista George Chouliarakis.

A questo punto, non resta che attendere i risultati della prossima consultazione elettorale per capire quale sarà il percorso che dovrà intraprendere la Grecia per riuscire a risollevarsi. Di sicuro, il voto del prossimo 20 settembre rappresenta un banco di prova per le misure messe in atto da Alexis Tsipras nelle ultime settimane. Qualora, infatti, il popolo dovesse decidere di riconfermare proprio Alexis Tsipras, le decisioni prese dal suo Governo sarebbero automaticamente legittimate dalla volontà popolare. In caso contrario, c’è da aspettarsi un radicale cambio di rotta e, probabilmente, una chiusura nei confronti delle imposizioni di Bruxelles. Una cosa è certa: i dati in merito all’occupazione sono molto preoccupanti e non basterà un nuovo Governo per consentire a tutti coloro che hanno perso il lavoro di poter trovare una nuova occupazione. Senza alcun dubbio, però, la volontà popolare consentirà al vincitore di potersi approcciare con i creditori internazionali con l’appoggio di un popolo ormai troppo stanco ed arrabbiato.

Il team di BreakNotizie