Grecia, borsa e banche rimarranno chiuse per sei giorni!

Grecia, borsa e banche rimarranno chiuse per sei giorni!

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Crac finanziario in atto. Panico tra i greci, le autorità impediscono corsa sportelli. Tetto massimo per ritirare dai bancomat: 60 euro. Futures Usa cedono già -1,5%.
Si avvicina default Grecia. Governo davanti a un bivio: prendere o lasciare. Trattative sul debito rimandate a sabato mattina. Pronto piano B.

Si avvicina default Grecia. Governo davanti a un bivio: prendere o lasciare. Trattative sul debito rimandate a sabato mattina. Pronto piano B.

ATENE (WSI) – Saranno i cittadini greci a decidere il loro destino, non il loro governo. Allo stesso tempo, ai cittadini greci verrà impedito di prelevare i soldi che vogliono dalle banche. Dopo aver annunciato il referendum per il prossimo 5 luglio, il premier greco Alexis Tsipras ha reso noto che nella giornata di oggi la Borsa di Atene e le banche rimaranno chiuse.

Ma la chiusura potrebbe durare fino al giorno del referendum, dunque per l’intera settimana, dal momento che questa è stata la raccomandazione del Consiglio greco per la stabilità finanziaria. Non solo: il Consiglio ha anche raccomandato una soglia massima per i prelievi giornalieri: non più di 60 euro, a partire dalla giornata di martedì, visto che oggi, lunedì, i Bancomat saranno chiusi.

Stando a quanto riporta Cnbc, i futures Usa sono già in calo -1,5%.

Tsipras ha dato tutta la colpa alla Bce: “I tentativi di cancellare il processo democratico sono un insulto e una vergogna per le tradizione democratiche in Europa”, ha detto, affermando che “i depositi sono al sicuro” e che “anche il pagamento di stipendi e pensioni sarà garantito”.

Sul perchè del referendum, Tsipras ha così affermato: “Siamo obbligati a rispondere sentendo la volontà dei cittadini”, ha detto, continuando: “Ci hanno chiesto di accettare pesi insopportabili che avrebbero aggravato la situazione del mercato del lavoro e aumentato le tasse”.

Immediato l’effetto delle sue dichiarazioni, con file di persone che hanno accelerato la corsa ai bancomat nella notte tra venerdì e sabato, dopo il suo annuncio, avvenuto a mezzanotte.

I creditori, che sono intenzionati a proteggere l’area euro dal crac delle finanze pubbliche greche, avevano inviato all’Eurogruppo un piano di riforme da sottoporre al governo ellenico.

Tsipras ha denunciato le istituzioni (ex troika) come ricattatori e ha invitato i greci a votare “no” al referendum: no al piano che i creditori vogliono imporre. In caso di no, la Bce taglierebbe immediatamente il salvagente finanziario alle banche greche, aumentando il rischio di un default del paese. Un “sì” potrebbe implicare elezioni anticipate.

La troika ha offerto un terzo programma di aiuti, ma il ministro delle Finanze Yanis Varoufakis ha fatto sapere che non accetteranno ricatti e che il piano “non è fattibile”. Nel dettaglio i creditori hanno offerto 15,5 miliardi di euro di aiuti in cambio delle riforme richieste, per poter aiutare il paese a rifinanziare il suo debito per altri cinque mesi. Di questa somma, 8,7 miliardi verrebbero prelevati dal fondo salva Stati EFSF, 3,5 dall’Fmi e 3,3 dall’SMP, il programma di acquisto di titoli di Stato.

Il programma non fa tuttavia concessioni sulla riforma delle pensioni. L’Fmi, insomma, non ha alcuna intenzione di scendere a compromessi.

Nella giornata di venerdì, un duro monito era arrivato dal ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble, che aveva avvertito che “se il mercato perderà fiducia nelle autorità (dell’Eurozona) l’euro crollerà”. Il ministro ha parlato di passi indietro e allontanamento delle posizioni.

Mancano 24 ore al giorno X, 30 giugno, data entro cui Atene avrebbe dovuto rimborsare 1,6 miliardi di prestiti dovuti all’Fmi. Ciò significa che Atene potrebbe dichiarare default martedì.
(DaC-Lna)

 

 

 

 

 

 

 

Fonte: WallStreetItalia

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