Governo battuto alla Camera sulla moratoria per le “bollette pazze”

Governo battuto alla Camera sulla moratoria per le “bollette pazze”

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Il problema delle cosiddette “bollette pazze” si presenta molto spesso per gli utenti italiani di vari servizi come ad esempio quelli dell’elettricità o dell’acqua potabile. Sui quotidiani italiani sono comparsi a più riprese articoli nei quali venivano evidenziate bollette con importi spropositati a utenti che non avevano effettuato i consumi riportati.

Il problema è approdato anche nelle aule parlamentari e recentemente alla Camera dei Deputati è stato dato il via a una moratoria che ha bloccato i pagamenti concernenti centinaia di maxi bollette. Si tratta infatti di una di richiesta di conguaglio che riguarda agli utenti da parte di varie aziende, come Eni, Enel Servizio Elettrico, Acea Energia, Enel Energia e Edison Energia.

Il voto dell’assemblea di Montecitorio era in origine previsto negli ultimi giorni del mese scorso, ma poi era slittato perché il governo, con una mossa a sorpresa, aveva chiesto di riformulare il testo. Quello riscritto contiene comunque, nella sostanza, tutte le modifiche che erano state richieste durante il dibattimento in aula, principalmente da parte dei gruppi di opposizione. Dopo la votazione si è avuta anche una reazione da parte di Simone Baldelli, deputato di Forza Italia, che, quasi urlando, si è rivolto alla sottosegretaria Simona Vicari asserendo che questa è “Una bellissima pagina a favore dei diritti dei cittadini”.

In effetti, in questo caso si può dire che l’aula parlamentare ha avuto la meglio sul governo, e con una votazione all’unanimità ha messo l’esecutivo alla sbarra, costringendolo a intervenire in maniera rapida per bloccare il pagamento delle “bollette pazze”.

La mozione di Baldelli, che nei suoi contenuti principali, è stata poi ricalcata da quelle presentate in seguito da altri gruppi come la Lega Nord, Sel e Movimento 5 Stelle, prevedeva lo stop immediato al pagamento da parte degli utenti, al contrario di quella presentata dal Partito Democratico che non la prevedeva. Dopo varie discussioni, la mozione che è stata poi votata in aula ha subito una riscrittura, come chiesto dal Governo, che però sostanzialmente ha recepito i “desiderata” del Parlamento. Nel testo è precisata in maniera molto chiara la messa in atto di una moratoria che riguarda i conguagli superiori ai due anni, fino a quando non sia stato eseguito un controllo che escluda eventuali violazioni del “codice del consumo”.

L’esecutivo deve inoltre attivarsi, eventualmente anche con l’emissione di leggi, affinché sia stabilito che, quando i gestori dei vari servizi adottino dei comportamenti illegittimi, ravvisati dalle competenti autorità di controllo, i consumatori non siano obbligati a pagare i conguagli richiesti. In particolare quando l’utente abbia inviato l’auto-lettura, oppure in caso di tele-lettura dei dati.
Un altro impegno per il governo è quello di rafforzare il principio che ogni fattura deve essere emessa solo in base al consumo effettivo, con una cadenza almeno annuale, in modo che nessun utente debba trovarsi a dover far fronte al pagamento di conguagli per consumi effettuati oltre due anni prima dell’emissione della bolletta.

La mozione scritta dal deputato di Forza Italia faceva seguito a una serie di reclami e di segnalazioni, non solo di privati cittadini, ma anche di associazioni dei consumatori. Nella mozione, Baldelli scriveva che l’Autorità garante aveva avviato quattro istruttorie nei confronti di altrettanti gestori, proprio a seguito delle numerose segnalazioni. Nonostante questo, per i cittadini restava il timore di vedersi applicato il distacco delle utenze, in attesa di una sentenza definitiva dell’Authority e quindi si è resa necessaria la presa di posizione del Parlamento. Ora il pericolo è scampato e nessun utente è costretto a pagare per conguagli derivanti da consumi stimati o anche da errate valutazioni fatte dalle aziende che gestiscono i servizi.

Il team di BreakNotizie

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