Gorino e i profughi, un caso mediatico ingiusto e senza precedenti

Gorino e i profughi, un caso mediatico ingiusto e senza precedenti

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Gli abitanti di Gorino tacciati di razzismo perché non hanno voluto accogliere dei migranti

Il 24 ottobre scorso, gli abitanti di Gorino, un piccolo paesino della provincia di Ferrara, hanno messo in atto una vera e propria rivolta nei confronti di dodici profughi che erano stati accolti in un ostello del posto. Non avendo messo in pratica la politica dell’accoglienza tanto decantata dallo Stato e dal premier Matteo Renzi, naturalmente, sono subito stati messi alla gogna e tacciati di razzismo. Il prefetto Mario Morcone, per primo, li ha attaccati dicendo che, se non volevano accogliere i migranti, potevano benissimo andarsene a vivere in Ungheria. Sarà, ma nessuno si è mai preoccupato di guardare l’altra faccia della medaglia e di capire perché gli abitanti di Gorino si siano letteralmente rifiutati di spalancare le porte a questi extracomunitari che richiedevano asilo politico.

Quel che il prefetto e i media hanno dimenticato è che la sovranità spetta al popolo, e che i cittadini sono liberi di decidere autonomamente chi ospitare o meno nel proprio paese. Il fatto che abbiano deciso, ad ottobre, di alzare le barricate e respingere i migranti, non significa che siano razzisti e che il loro gesto debba essere condannato con tanta fermezza. Significa, semplicemente, che gli abitanti di Gorino non condividono la politica di accoglienza favorita dal Governo Renzi, peraltro non dettata da uno spirito di solidarietà ma da un semplice asservimento alle centrali sovranazionali. Perché di questo, e solo di questo, si tratta: di far girare l’economia e di difendere i propri confini, beneficiando dei privilegi concessi agli Stati che decidono di dare rifugio a chi scappa dalla guerra e dalla miseria.

La cosa peggiore, in ogni caso, è che dopo i fatti di Gorino è stato sollevato un polverone inimmaginabile. Un polverone che ha distrutto, mediaticamente, la reputazione del paese e della gente del posto, e che ha generato una catena di finto pietismo nei confronti dei profughi, che a ben vedere non vengono trattati così bene neanche da chi finge di accoglierli a braccia aperte. Cosa che non era accaduta a Capalbio, i cui residenti, così come hanno fatto quelli di Gorino, si erano completamente opposti all’arrivo di un gruppo di migranti che richiedevano asilo politico. Perché? Semplice. Lì c’era l’alta borghesia, che aveva ragione a non volere extracomunitari tra i piedi, mentre nel piccolo borgo della provincia di Ferrara vivono solo pescatori e contadini, che secondo il Governo non dovrebbero avere voce in capitolo. Gente che sta pagando con sudore e sacrifici gli effetti di una crisi che non ha voluto, le conseguenze di una globalizzazione che ha messo in ginocchio milioni di famiglie umili e modeste, mentre l’alta borghesia se la spassa senza sapere cosa si prova ad essere poveri in un Paese senza prospettive.

Il timore, quando si verificano episodi di questo genere, è che si possa mentalmente tornare indietro nel tempo, a quando i comuni si ribellavano al Barbarossa, agli angioini e così via, e la gente che non li voleva veniva fucilata o presa a cannonate in pubblica piazza. Possibile che anche nel 2016 si debba avere il timore di insurrezioni come quelle raccontate nelle pagine dei libri di storia? Sì, almeno fino a quando Renzi e soci non si scrolleranno di dosso l’egoismo che sta caratterizzando il loro modo di amministrare un Paese già di per sé allo sfacelo.

 

 

Il team di BreakNotizie

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