Gli ulivi pugliesi sconfiggono la Xylella

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Dalla terra degli ulivi, la Puglia, si alza un grido di vittoria: le pratiche alternative per eliminare la Xylella senza abbattere gli ulivi ci sono e sono particolarmente efficaci.

A spiegarlo è un appassionato servizio del telegiornale dell’emittente televisiva locale, il TgNorba, che spiega come, attraverso un’antichissima pratica agronomica tramandata nei secoli da contadini ed agricoltori, sia possibile sconfiggere il batterio pericoloso e far risorgere l’albero colpito.

Il servizio di TgNorba, in particolare, si concentra sull’immane tentativo di salvare ‘Il gigante di Alliste’, un maestoso albero d’ulivo sopravvissuto nella terra di Puglia per oltre 1500 anni. Il gigante, colpito dal batterio della Xylella, ha iniziato a manifestare i primi sintomi del contagio, evidenziando il disseccamento prima delle foglie e dei piccoli ramoscelli, e poi dei rami più importanti fino a raggiungere il tronco.

Sul gigante di Alliste, alla presenza dell’Europarlamentare dei Verdi europei José Bové, è stata messa a punto l’antica tecnica agronomica, nella speranza di salvarlo dall’abbattimento incombente. La tecnica in questione prevede la realizzazione di un innesto di gemme di Leccino sull’albero colpito dalla Xylella Fastidiosa. Il Leccino, noto per le sue proprietà di autodifesa dagli attacchi esterni, permette all’ulivo di realizzare una compartimentalizzazione vascolare, isolando di fatto il batterio ed evitando la sua ulteriore diffusione. Oltre al gigante di Alliste, la tecnica dell’innesto è stata realizzata con soddisfacente successo su altri esemplari di ulivi, per un numero totale superiore alle cento unità.

L’obiettivo finale dell’antica tecnica agronomica consiste nello stimolare l’albero a creare un apparato fogliare non aggredibile, accelerando, di fatto, la produzione di cerchie legnose attive. Il successo del trattamento apre un nuovo scenario sulla possibilità di eradicare il batterio dannoso, evitando l’abbattimento di centinaia di esemplari di ulivi, vero patrimonio culturale, agronomico ed economico del territorio pugliese.

I risultati positivi ottenuti grazie all’innesto di Leccino sembrano collocarsi coerentemente con gli obiettivi posti dal Movimento 5 Stelle, che nel corso di numerosi convegni ha diffuso la necessità di incentivare tecniche alternative all’eradicazione, stimolando la ricerca e l’innovazione in campo agronomico. Il particolare l’Europarlamentare pugliese Rosa D’Amato del Movimento 5 Stelle lo scorso 14 settembre ha diramato un comunicato attraverso il quale invita l’Ue a rivedere il piano anti-Xylella, in particolare alla luce degli esiti positivi dell’innesto di Leccino e delle ricerche che hanno dimostrato l’immunità della vite dal batterio.

L’obiettivo dell’europarlamentare è quello di limitare i danni subiti dagli agricoltori pugliesi, bloccando le eradicazioni degli ulivi o, qualora essenzialmente necessaria, compensando con adeguati risarcimenti i danni subiti dall’abbattimento e dal blocco delle esportazioni verso alcuni dei Paesi dell’Ue. La lettera inviata al Commissario europeo per la Sicurezza Alimentare, Vytenis Andriukaitis, inoltre, evidenzia la necessità di limitare la lunga lista di piante ritenute a rischio di contagio, prendendo i necessari provvedimenti esclusivamente per quelle specie effettivamente colpite dalla Xylella e per le quali esistono significativi dati scientifici a riguardo. Infine, si richiede di fermare l’impiego dell’etofenprox e del dimetoato, antiparassitari vietati per legge dall’Italia nel 2014 e reintrodotti dall’Europa con il piano anti-Xylella.

Il team di BreakNotizie