Gli orsi in Trentino sono troppi: chiesta la licenza per ucciderli, ma la LAV dice No!

Gli orsi in Trentino sono troppi: chiesta la licenza per ucciderli, ma la LAV dice No!

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La coesistenza di uomini ed animali selvatici ha creato spesso dibattiti che hanno visto l’opinione pubblica dividersi a favore dei diritti degli uni o degli altri. L’ultimo caso è quello che vede la Provincia autonoma di Trento contro gli orsi.

La Provincia di Trento, infatti, ha chiesto di poter autorizzare la cattura ed eventualmente la soppressione degli orsi che vivono sui propri territori, perché considerati troppo numerosi e, in certi casi, pericolosi. Inutile dire che a capo dell’opposizione di questa richiesta si è schierata la Lega Anti Vivisezione, accompagnata dal Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti.

Ma per comprendere le motivazioni della Provincia bisogna sapere che agli inizi del 2000 era stato finanziato, dalla Comunità Europea, un progetto di ripopolamento degli orsi sulle Alpi. Il progetto, denominato Life Ursus, ha permesso di salvare l’esiguo numero di questi animali presenti sul territorio. Si è così passati dagli appena 11 esemplari del 2002 ai 60 esemplari odierni, con grande soddisfazione dei sostenitori del progetto e molte preoccupazioni, invece, da parte dei politici.
E in soccorso alla Provincia si è mosso il Governo, che si è dichiarato disponibile a trovare una soluzione che permetta di gestire nel modo più corretto il problema della gestione degli orsi. In particolare, bisogna ricordare che l’orso appartiene ad una specie protetta per cui non è pensabile autorizzarne l’abbattimento, visto che esistono una serie di normative, sia nazionali che internazionali, che tutelano questo animale.

Ma d’altro canto, non si può neanche chiudere un occhio davanti alle aggressioni che si sono verificate in questi ultimi due anni: lo scorso anno un cercatore di funghi è stato aggredito e quest’anno la stessa sorte è capitata a due podisti che si allenavano nei boschi.
Si tratta di casi isolati, è vero, ma che comunque hanno allarmato sia i cittadini che i politici. Per questo motivo, come primo atto di protezione, la Provincia di Trento ha affisso una serie di cartelli per sensibilizzare le persone, locali e turisti, su come comportarsi qualora si dovessero imbattere in un orso. Grazie all’aiuto degli esperti, infatti, è stato possibile definire che questi animali non attaccano mai l’uomo a meno di non sentirsi direttamente minacciati. Nel caso dei due podisti, ad esempio, l’orso ha agito per difendere i propri cuccioli che si trovavano nelle vicinanze. Per questo motivo gli esperti invitano a non cercare di avvicinare gli orsi, ma di mantenere quanto più possibile le distanze. Fondamentale, poi, non disturbarli, ma cercare di passare completamente inosservati. Niente selfie con l’orso quindi e, soprattutto, non bisogna temere se l’orso si alza in piedi: è una sua posizione di guardia, ma non di attacco. In questo caso, quindi sempre meglio allontanarsi lentamente, senza scatti improvvisi, per non dare adito all’animale di sentirsi minacciato.


Per maggiore sicurezza, la Provincia di Trento ha anche chiesto che venga legalizzato lo spray anti-orso, ossia un particolare spray al peperoncino che, se spruzzato direttamente sulla faccia dell’orso, porta l’animale ad abbandonare l’attacco.

Il team di BreakNotizie

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