Gli italiani sempre più intolleranti verso il cattivo gusto sulle spiagge

Gli italiani sempre più intolleranti verso il cattivo gusto sulle spiagge

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Da una recente indagine, gli italiani in vacanza mal sopportano la maleducazione e il cattivo gusto sulle spiagge. Le regole del ‘bon ton’ al mare.

Agosto, il mese delle #Vacanze per tutti (o quasi). Le città si svuotano, le strade sono semi deserte, ovunque negozi ‘chiusi per ferie’; insomma, per chi è costretto a lavorare in questo mese un pizzico di malinconia è inevitabile, anche se ha comunque dei vantaggi. Milano, per esempio, diventa tutta un’altra città in agosto, meno caotica e più ‘umana’. Tornando alle vacanze, prima di fare figuracce meglio ripassare le ‘regole delbon ton in spiaggia’ perchè, da una recente indagine, sembra che gli italiani siano sempre più intolleranti verso la maleducazione e il cattivo gusto: vediamo insieme quali sono.

 

Sulle spiagge: sempre più intolleranti verso il cattivo gusto

Dal perizoma maschile(terribile) alle cicche di sigaretta e i bastoncini del gelato infilati nella sabbia, sono tante le cose che non si devono assolutamente fare sulle spiagge. Per esempio, il look: per quanto molti asseriscano di trovare volgari i perizoma per gli uomini e certi bikini striminziti, con il caldo di agosto vanno a farsi benedire tutti i buoni propositi; quindi, di soggetti ‘coperti’ a malapena da minuscoli triangolini di stoffa, che lasciano ben poco all’immaginazione, se ne vedono tanti al #mare. Inoltre, molti affermano di non sopportare la vista di tacchi alti, ridicoli per camminare sulle passerelle che portano al bagnasciuga (soprattutto in Emilia Romagna); tuttavia, che si tratti di una ‘ruspante’ spiaggia romagnola o di una candida, raffinata ed esclusiva riva della Costa Smeralda, zeppone coloratissime e tacchi 12 si vedono ai piedi di non poche signore.

 

Le buone maniere sulle spiagge

L’educazione, in spiaggia, non è appannaggio di tutti. C’è chi sbatte l’asciugamano insabbiato senza badare agli altri: una circostanza che fa letteralmente infuriare ben il 66% degli intervistati. Il 64% non sopporta quelli che, a fine giornata, lasciano un immondezzaio sotto l’ombrellone e cicche di sigarette tutto intorno; per gli ambientalisti, poi, non è solo questione di educazione ma di rispetto per la natura, visto che una cicca impiega anni e anni per biodegradarsi completamente.

Infine, al bando anche chi ascolta musica a tutto volume sulla spiaggia, per il 49% degli intervistati. A questi aggiungiamo gli smartphone – dipendenti: quelli, per intenderci, con l’orecchio sempre attaccato al cellulare e lo sguardo fisso sul display, intenti in conversazioni (con chissà chi) a volumi intollerabili per gli sfortunati vicini di ombrellone. Loro, poverini, vorrebbero solo godersi il sole, la spiaggia, il mare.

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