Una vita migliore per tutti: quinta edizione della Giornata mondiale della Felicità

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La felicità è un diritto di tutti: lavoriamo ogni giorno per costruire la nostra partendo dalle piccole cose.

Il 20 marzo ricorre la quarta giornata mondiale della felicità, istituita nel 2012 dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite. Ma cos’è la felicità? Secondo Martin Selingman, padre della psicologia positiva, il 60% della felicità dipende dai nostri geni e dall’ambiente circostante, mentre il rimanente 40% dipende da noi.

Cos’è la felicità? Tra scienza, psicologia e sociologia

La felicità è contagiosa: i ricercatori dell’Università di Harvard hanno scoperto che quando una persona è felice, vi è il 25% di possibilità che lo diventi anche un’altra persona a lei vicina. E, sempre secondo la Scienza, le persone che trascorrono il proprio tempo ad aiutare gli altri sono quelle più felici, assunto sostenuto persino da Lev Tolstoj più di secolo fa. Certamente ognuno di noi ha la sua personale definizione di felicità. Il sorriso di chi amiamo, un viaggio, un abbraccio sincero, il raggiungimento di un obiettivo, la serenità in famiglia, la lettura di un libro, accarezzare un gatto, giocare coi propri figli.

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Secondo quanto sostenuto dall’Onu “La ricerca della felicità è uno scopo fondamentale dell’umanità”. Come sottolineato dal segretario generale Ban Ki-Moon: “Occorre un approccio più inclusivo, equo ed equilibrato alla crescita economica che promuova lo sviluppo sostenibile, l’eradicazione della povertà, la felicità e il benessere di tutte le persone”. Quest’anno la ricorrenza cade proprio in concomitanza con l’Equinozio di Primavera, coincidenza più che mai lieta.

I Paesi più felici del mondo

Ma era proprio necessario istituire una giornata ad hoc per promuovere la felicità in ogni angolo del globo? Per rispondere basta dare uno sguardo ai dati statistici, e non soltanto quelli di chi sta peggio di noi. Noto nel mondo per essere il “Bel Paese”, con un clima invidiabile, culla di Storia ed Arte e con una tradizione gastronomica d’eccellenza, il nostro Paese in realtà non è affatto felice. L’Italia infatti si colloca al 51esimo posto, persino dopo UzbekistanMalesia e Nicaragua.

Lo scorso anno il primato di felicità l’aveva conquistato la Danimarca, seguita da Svizzera e Islanda. Il nostro Paese, complici le tensioni politiche e sociali, è anche fra i Paesi in cui si è registrato un calo di felicità continuo mese dopo mese, fenomeno osservato anche in Grecia Spagna. Persino Germania Stati Uniti sono fuori dalla top ten, segno evidente che non è il PIL a fare la felicità dei cittadini.

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Felicità a chilometro zero

Per chi sta già pensando di emigrare alla ricerca della propria felicità, sappia però che è importante anzitutto trovarla dentro di sé, partendo dal quel 40% menzionato da Selingman, senza l’illusione di incontrarla in automatico raggiungendo i Paesi più in alto in classifica. Nella top ten troviamo anche Norvegia, Finlandia, Canada, Paesi Bassi, Nuova Zelanda, Australia e Svezia. Prima di riempire la valigia quindi impariamo a godere della felicità a km zero, valorizzando ciò che di buono già esiste nella nostra vita, ma che forse diamo per scontato e non sempre cogliamo.

Come diceva lo scrittore Antoine de Saint-Exupéry infatti “L’essenziale è invisibile agli occhi”. Ma possiamo allenarci ad affinare la nostra vista interiore. Sarebbe utile, ad esempio, compilare quotidianamente un “Diario della gratitudine”, una piccola lista delle cose che durante il giorno ci hanno regalato un po’ di gioia. Un altro modo per conquistare un brandello di felicità è dedicarci a ciò che amiamo. Ritagliarci uno spazio speciale per del fai da te, dipingere, fare una passeggiata, fare una chiacchierata con un amico, cucinare qualcosa per chi amiamo. E collezionare ricordi, da tenere stretti.

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Sarebbe bello se la giornata internazionale della felicità fosse tutti i giorni ma tanto possiamo fare, partendo dalle piccole cose, affinché questa edizione divenga memorabile.

Il team di BreakNotizie

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