Namibia: il genocidio tedesco prima di Auschwitz

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Prima di Auschwitz ci fu un altro sterminio, compiuto dalla Germania in Namibia: una sorta di “prova generale” per il successivo genocidio degli ebrei.

Ormai non ci sono più dubbi sul fatto che la “soluzione finale” applicata dal regime nazista sugli ebrei fu pianificata in anticipo. Quello che è meno noto è che tale soluzione, ovvero lo sterminio di un popolo, fu sperimentata circatrent’anni prima, in Africa. All’alba del ‘900 i tedeschi massacrarono la popolazione della Namibia, con metodi che sarebbero stati poi ripresi nei campi di concentramento. È la stessa Germania ora ad ammettere ciò che avvenne oltre un secolo fa, e a chiedere scusa per quanto commesso.

Prove generali dei campi di sterminio

Quello compiuto in Namibia può essere considerato a tutti gli effetti una prova generale dello sterminio di Auschwitz e viene ritenuto il primo genocidio del Novecento. Le truppe di Guglielmo II massacrarono i Nama e gli Herero, nel territorio che allora veniva denominato Africa tedesca del sud-ovest. I due popoli arrivarono ad un passo dall’estinzione, mentre in Germania già si coltivavano le teorie sulla superiorità della razza che trent’anni più tardi avrebbero portato ad un altro sterminio.

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Esperimenti inumani sulla popolazione Herero

Non solo, sui due popoli furono compiuti esperimenti atroci proprio come avvenne con gli ebrei; il famigerato Josef Mengele, soprannominato l”Angelo della Morte”, che trasformò Auschwitz nel suo personale laboratorio per crudeli esperimenti sugli esseri umani, era un allievo del dottor Eugene Fischer, che a sua volta condusse i suoi esperimenti inumani sulla popolazione Herero. L’idea del campo di concentramento, inoltre, nacque proprio in Namibia.

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All’inizio del XX secolo, lo scienziato tedesco Eugen Fischer condusse ricerche sulle tribù locali. Le teorie razziali europee all’epoca suggerivano che gli africani fossero inferiori agli europei bianchi. A tal fine, le teste mozzate di alcuni Herero e Nama vennero spediti in Germania per essere esaminati.

65 mila vittime

I tedeschi utilizzarono anche il deserto per il loro massacro, abbandonando al loro destino decine di migliaia di persone lasciandole morire di fame e sete. Altri invece furono rinchiusi nei campi e alla fine i morti furono 65 mila su una popolazione complessiva di 80 mila persone. Il passato coloniale della Germania mostra dunque affinità con il nazismo, considerato una semplice parentesi che tale però non è stata. Ora anche Berlino ha riconosciuto le atrocità compiute in Africa a partire dal 1904 e si è detta pronta ad offrire un risarcimento per i reati commessi.

Il Team di BreakNotizie

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