Fusione tra Wind e “3”; nasce la nuova compagnia telefonica

Fusione tra Wind e “3”; nasce la nuova compagnia telefonica

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Con la fine dello scorso anno è stata portata a termine l’operazione di fusione tra due delle maggiori compagnie telefoniche presenti sul territorio italiano, Wind e “3”. Ora la “Wind Tre” è il primo operatore a carattere nazionale per quanto riguarda la telefonia mobile.

La fusione tra Wind e “3” era stata annunciata nel 2015, ed alla fine del 2016 è stata completata. Dalle due compagnie telefoniche è nata una nuova realtà che conta circa 31 milioni di clienti nel settore della telefonia mobile, numeri che ne fanno il primo operatore “nazionale”, superando sia la Tim che la Vodafone, che negli scorsi anni sono stati quelli con il maggior numero di abbonati, e che sono ora in posizioni di retrovia, con quasi 30 milioni di utenti ciascuna.

Fino a prima della fusione, il proprietario di Wind era Vilpecom, una compagnia russa mentre la “3”, era di proprietà del gruppo cinese Hutchinson, e nell’ambito di questa fusione ha cambiato anche il nome, che ora non è più scritto come numero, ma in lettere. Le prime trattative riguardanti questa operazione erano iniziate alla fine del 2014, circa a metà dell’anno successivo, in agosto, erano divenute ufficiali.

La nuova compagnia ha emesso un comunicato nel quel il suo amministratore delegato, Maximo Ibarra, ha spiegato che nei prossimi anni è prevista una spesa pari a 7 miliardi di euro nel settore delle “infrastrutture digitali”; oltre a questo nel comunicato si legge che l’obiettivo della nuova società è quello di diventare, un “operatore di riferimento” sia nell’integrazione tra fisso e mobile che nello sviluppo delle “reti in fibra di nuova generazione”. Questo potrà accadere anche grazie ad un accordo già in atto con Enel Open Fiber, che cura la realizzazione, nel nostro Paese, della rete in banda ultra larga. Una rete, quella di Enel, che in Italia sarà disponibile in 224 città, e che sarà sfruttata, oltre che dalla nuova compagnia, anche da Vodafone.

L’unione tra le due compagni telefoniche è basata su una “joint venture paritetica”. Si tratta in pratica di un accordo nell’ambito del quale le due aziende che hanno dato vita all’unione si suddividono, in maniera uguale, sia i possibili utili che gli eventuali rischi. In tutto il valore economico complessivo coinvolto in questa operazione di fusione è pari a 7,9 miliardi di euro.

Per arrivare alla chiusura di questa operazione è stato necessario richiedere ed ottenere diverse autorizzazioni, tra le quali quella della Commissione Europea, la quale ha dato il suo benestare solo dopo che le due società hanno garantito che il numero minimo di aziende “concorrenti” sul territorio italiano sarebbe rimasto invariato grazie all’arrivo di una compagnia francese, la Iliad. A proposito di fusioni, nello scorso mese di maggio, c’era stato il blocco di un’altra fusione, che doveva avvenire nel Regno Unito, e vedeva coinvolte la O2 la 3K, altra compagnia controllata dal gruppo Hutchinson.
Nel gruppo di clienti della nuova compagnia ci sono anche i 2,7 milioni di utenti di telefonia fissa di “Infostrada”, la cui proprietà era della Wind, mentre “3” non aveva nessun cliente per quanto riguarda la telefonia fissa.

Nel comunicato si precisa che per i clienti delle due compagnie originarie, almeno per il momento non ci saranno cambiamenti con i due “marchi” che esisteranno ancora, ognuno con i suoi clienti, e nello stesso tempo con le sue offerte promozionali. Restano inoltre in vita, sempre nella prima fase, sia i siti delle due società, che i negozi “fisici”. Il fatto che i due operatori possano usufruire ognuna anche delle reti “mobili” dell’altro, dovrebbe comunque dare ai clienti sia una maggiore copertura che vantaggi tecnici.

 

 

Il team di BreakNotizie

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