Fukushima, radiazioni al largo delle coste canadesi

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A distanza di 4 anni dal disastro nucleare verificatosi a Fukushima, sono state rilevate per la prima volta radiazioni lungo le coste nordamericane.


A detta degli scienziati si tratta di livelli troppo esigui perché possano costituire una vera e propria minaccia per la salute dell’uomo e dell’ecosistema marino circostante. Una rilevazione precedente aveva già individuato le radiazioni in movimento.
Lo scorso 19 febbraio, al largo della penisola di Ucluelet, sono state riscontrate tracce di cesio-137 e cesio-134. La radioattività non è certo un fattore da prendere sottogamba, ed occorre un monitoraggio attento e costante degli oceani in seguito a quella che è stata la più grande emissione accidentale di radioattività mai accaduta, nonché il disastro nucleare peggiore dopo quello di Chernobyl, nel 1986.
Nel marzo 2011 un terremoto di magnitudo 9,0 e lo tsunami conseguente avevano colpito la vecchia centrale nucleare di Fukushima, situata a circa 200 km da Tokyo, causando crolli all’interno della centrale e costringendo i 160 mila abitanti nel raggio di 40 km ad evacuare. Acqua, aria, terra: tutto è stato contaminato dalle radiazioni e passeranno più di 60 anni prima che si possa tornare alla normalità.
Al momento i livelli di radiazioni presenti nell’oceano Pacifico nei pressi delle coste nordamericane però sono trascurabili. Come spiegato dagli esperti, ad esempio, se si nuotasse nelle acque dell’isola di Vancouver per un anno, tutti i giorni, la quantità di radiazioni assorbita sarebbe inferiore di un migliaio di volte rispetto a quella di un esame a raggi X. Ken Buesseler, scienziato della “Woods Hole Oceanographic Institution“, ha affermato che vi è un’alta probabilità che a breve si rilevino livelli molto simili di cesio anche nelle altre coste del Nord America, da Washington sino alla California.

Il team di BreakNotizie