Francois Hollande ha dichiarato che la Francia invierà raid contro l’Isis in Siria

Francois Hollande ha dichiarato che la Francia invierà raid contro l’Isis in Siria

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Il presidente francese Francois Hollande ha parlato di un possibile intervento in Siria, da parte della comunità internazionale, per contrastare l’Isis. Intervento al quale l’Italia, per bocca di Matteo Renzi, ha dichiarato di non voler partecipare. L’intervento di Hollande riguardo alla crisi siriana è avvenuto nel corso della conferenza semestrale che si tiene all’Eliseo, e l’argomento è stato uno dei più importanti, visto che si intreccia da vicino con la questione dei migranti, che in questi ultimi giorni è al centro del dibattito politico dei paesi europei.

Hollande ha confermato di aver dato il via per effettuare dei voli di ricognizione nella zona, in modo da essere pronti per effettuare dei raid contro l’Isis. Per quanto riguarda la situazione siriana, Hollande ha dichiarato che vuole avere ben chiaro cosa si sta organizzando da parte dello Stato Islamico sia contro le popolazioni locali che contro i paesi occidentali. Con le informazioni raccolte durante i voli di ricognizione, aggiunge il presidente francese, avremo la possibilità di condurre eventualmente dei raid contro le truppe dell’Isis.
Intanto anche l’Iraq sta portando degli attacchi contro le truppe jihadiste, e lo fa utilizzando gli F-16 che sono stati acquistati dagli Stati Uniti e che sono stati consegnati all’aviazione irachena nello scorso mese di luglio. Oltre ai 4 aerei già consegnati, è prevista a breve la consegna di altri velivoli.

Il presidente francese ha rivendicato la coerenza della posizione francese di fronte agli atti di terrorismo, citando gli interventi che sono stati effettuati in Mali, contro il gruppo di Boko Haram, ed anche nella Repubblica Centrafricana. Nel contempo Hollande ha escluso che la Francia possa inviare in Siria truppe di terra, definendo questa ipotesi irrealistica ed anche incoerente, visto che l’operazione porterebbe alla creazione di una forza di occupazione.

L’intervento di Hollande riguardo alla crisi siriana è arrivato come diretta conseguenza di quelli sull’immigrazione, causata in gran parte dalle azioni di guerra sui territori africani e mediorientali, che portano alla fuga di migliaia di persone. Il presidente francese ha fornito i numeri previsti dalla Commissione Europea, che parla di ripartire tra i vari stati circa 120mila profughi nell’arco dei prossimi due anni. Per la Francia saranno 24mila ed Hollande si è detto disponibile all’accoglienza, come del resto ha fatto Angela Merkel per quanto riguarda la quota assegnata alla Germania. Nel suo discorso Hollande ha anche tenuto a sottolineare che dal suo punto di vista è errato usare il termine “quota”, visto che il diritto di asilo non può essere rifiutato da nessuno in quanto è un diritto fondamentale.

Hollande ha parlato anche di Damasco, ribadendo la posizione precedentemente espressa, e che non prevede la permanenza di Basher al-Assad alla guida della Siria, in quanto l’attuale presidente siriano si è macchiato di uso di armi chimiche e di uccisione dei suoi connazionali, oltre ad aver sempre rifiutato un dialogo con i paesi occidentali. La soluzione per la Siria, ha concluso Hollande, non può passare da lui.

Alla presa di posizione del presidente francese ha fatto seguito una replica del presidente del Consiglio italiano, Renzi, che intervenendo nella trasmissione televisiva “Porta a Porta”, condotta da Bruno Vespa, ha annunciato la non partecipazione dell’Italia alle azioni che sono state studiate da Francia ed Inghilterra.

Il team di BreakNotizie

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