Euro al capolinea, la Germania tenta la fuga…

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BERLINO – Secondo le valutazioni della Banca centrale europea, l’economia tedesca “non e’ ancora riuscita a riprendersi dalla fase di debolezza dell’inizio dell’estate”.

Nel secondo trimestre dell’anno il Pil di Berlino e’ calato dello 0,2 per cento rispetto al trimestre precedente.

“Una situazione che non sembra essere cambiata significativamente nel terzo trimestre”, ha dichiarato il direttore della Bce, Yves Mersch, ieri, durante una conferenza di Volksbank a Herrenberg.

“La Germania non e’ piu’ un’eccezione”, ha aggiunto Mersch.

E se la Germania sconta una preoccupante debolezza, la situazione generale dell’intera Eurozona appare critica.

Il tasso di inflazione e’ estremamente basso, e per questo la Bce ha deciso di tagliare il tasso guida e di acquistare titoli bancari per sostenere il credito, ma non esclude di adottare misure piu’ drastiche, gia’ richieste con insistenza dagli investitori.

Intanto il direttore dell’Istituto di macroeconomia e ricerca economica (Imk) vicino ai sindacati, Gustav Horn, si e’ detto a favore dell’abolizione del tetto al debito pari al 60 per cento del Pil, stabilito dal Trattato di Maastricht.

Horn si spinge cosi’ oltre le posizioni espresse dal presidente del Fondo Monetario Internazionale, Christine Lagarde, la quale aveva chiesto di innalzare il tetto massimo di questo valore all’effettivo stato debitorio che attualmente nell’eurozona e’ al 94 per cento. D’altra parte, l’attendibilità dell’Fmi è prossima allo zero, cosa che lo stesso Fondo riconosce, avendo ammesso recentemente di “avere sbagliato tutte le previsioni del 2014″.

“La situazione attuale rivela l’eccessiva rigidita’ dei regolamenti che dettano la politica economica” dell’area euro, ha dichiarato Horn al quotidiano economico tedesco “Handelsblatt”.

La determinazione di valori percentuali imposti in via arbitraria rischia di non tenere conto della realta’ e di togliere credibilita’ alle decisioni economiche, sostiene il direttore dell’Istituto tedesco.

Resta il fatto che se nel 2015 dovesse continuare questo trend negativo in Germania, l’intera Zona euro cadrebbe nettamente in recessione. Infatti, la cosiddetta “locomotva tedesca” vale da sola tra un quinto e un quarto dell’intera Europa dell’euro. E’ solo la Germania a bilanciare il disastro economico in atto in Francia, Italia, Grecia, Portogallo, Austria, perfino Finlandia, senza scordare Olanda e Belgio.

E’ sotto gli occhi di tutti il fallimento dell’euro come valuta unica d’Europa e il conteporaneo fallimento delle politiche economiche della Ue, incapaci di risollevare le sorti del Vecchio Continente. Politiche economiche affidate a eurocrati espressione dell’oligarchi finanziaria che domina l’Europa.

max parisi

 

 

 

http://ununiverso.altervista.org/blog/la-germania-va-male-scrive-la-bce-e-i-trattati-ue-vanno-riscritti-aggiungono-i-centri-studi-tedeschi-ue-al-capolinea/