Editorialista del New York Times muore dopo aver intervistato l’informatore dell’NSA Edward Snowden

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NEW YORK – David Carr, 58 anni, editorialista del New York Times, è morto nel suo ufficio Giovedi poco dopo aver intervistato l’informatore dell’NSA Edward Snowden in un episodio della trasmissione “Times Talks”, che è stato catturato in video tramite Google Hangout.

Prima della morte di Carr si diceva che lui fosse riuscito ad avere un colloquio franco con l’informatore Snowden circa il rilascio di documenti segreti e che il dialogo avesse anche riguardato il nuovo film “Citizenfour”.

Durante l’intervista Snowden ha dato informazioni a Carr su un programma segreto di crittografia dell’NSA. Pochi istanti dopo è stato mostrato un frammento di Citizenfour nel quale Snowden, seduto sul letto in una camera d’albergo, al momento dell’intervista con un giornalista mentre l’allarme antincendio continuava a andare fuori uso, allertando immediatamente Snowden di staccare il suo telefono in camera.

Carr si è unito al New York Times nel 2002, dove la sua rubrica “Media Equation” era sempre pubblicata il Lunedi.

I colleghi di Carr sono scioccati della sua morte e dicono che era “speciale”, un giornalista “dotato” di tanto “talento”.

Carr ha anche pubblicato un libro nel 2008, al quale ha lavorato per tre anni, dal titolo “La notte di una pistola”, che ha parlato delle suoi precedenti lotte con la cocaina e come è diventato un buon padre per le sue figlie e un giornalista per il Times .

La morte di Carr sarà ora probabilmente sarà un tema caldo nella comunità della cospirazione dal momento che Snowden è stato anche responsabile della fuga di informazioni sensibili su almeno un “disco volante” o incidente UFO.

 

 

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