Economia e finanza: BCE e Federal Reserve in disaccordo

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Brutte notizie sul fronte economico: la Federal Reserve ha deciso di prendere in considerazione l’alternativa di un nuovo innalzamento del tasso di interesse nel mese di dicembre.

Dal canto suo, Mario Draghi ha fatto presente che la BCE rilancerà la politica del Quantitative easing acquistando sia titoli azionari pubblici che privati fino al prossimo settembre. Addirittura, Draghi non ha escluso di poter prolungare tale operazione finanziaria qualora se ne dovesse palesare la necessità. L’idea della BCE, quindi, è quella di consentire al tasso di inflazione annuo di assestarsi al 2%. Mario Draghi ha parlato chiaro: nelle sue intenzioni c’è la volontà di prevenire i rischi di un mercato globale e finanziario liquido ed in continua evoluzione. Il fatto è che la Federal Reserve non sembra essere affatto in accordo con la BCE. Il percorso di risanamento intrapreso da Draghi, infatti, è diametralmente opposto a quello della Federal Reserve e c’è da scommettere che le due linee di pensiero saranno destinate a scontrarsi non appena il sistema finanziario le metterà una contro l’altra.

Da una parte, c’è la politica monetaria fatta di ‘lacrime e sangue’ della Federal Reserve e, dall’altra, c’è la BCE Draghi con una politica finalizzata ad espandere la liquidità. Ma dove è finita la finanza globale? Perché la Federal Reserve non si trova in accordo con la BCE? Una cosa è certa: l’unica cosa che sembra interessare alla FED è il salvataggio del dollaro. La BCE, però, pare avere tutta l’intenzione di fare altrettanto con l’euro e, pertanto, i due sistemi sono destinati a scontrarsi generando una serie di conseguenze del tutto imprevedibili. La Federal Reserve, al contrario della BCE, ha già dovuto fare i conti con la liquidità di cui parla Draghi ed ha avuto modo di constatare che tra gli effetti di tale politica monetaria vi è la concessione di prestiti utilizzati, poi, per effettuare investimenti anche fuori dal territorio americano. La liquidità, quindi, ha dato forma ad una crescita esponenziale sia dei bond che, in generale, dei titoli di debito che, ovviamente, hanno causato una complessa e prolungata instabilità dei mercati.

A questo punto, è legittimo pensare che le conseguenze delle posizioni della BCE e della Federal Reserve possano riverberarsi sulle economie di tutto il mondo creando una pericolosa instabilità generale. Ma perché i mass media non parlano di tale differenza di vedute? Molto probabilmente, il timore di una nuova crisi dei mercati mette i Governi nella condizione di non lasciare spazio a teorie allarmistiche che scatenerebbero un vero e proprio blocco finanziario ancora più pericoloso della latente instabilità a cui staremmo andando incontro. In buona sostanza, pertanto, potremmo essere nuovamente di fronte ad un terremoto economico e finanziario che, almeno per il momento, non pare interessare troppo ai mass media di tutto il mondo. Che la situazione sia più complessa di quanto si possa immaginare? Di sicuro, il rischio di una nuova Lehman Brothers non è affatto da sottovalutare. Senza alcun dubbio, a collaborare all’attuale instabilità c’è il disaccordo tra i più grandi attori internazionali della finanza e, soprattutto, della politica. In ultimo, è necessario fare presente che, molto spesso, le instabilità in varie regioni del mondo, sono legate a motivazioni di natura economica e che, quindi, la situazione potrebbe drasticamente peggiorare.

Il team di BreakNotizie