Echinacea: come coltivarla in casa e averla sempre a disposizione come rimedio naturale

Echinacea: come coltivarla in casa e averla sempre a disposizione come rimedio naturale

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Immunostimolante e antivirale, l’echinacea è una pianta perenne che si può coltivare facilmente anche nel nostro giardino: scopriamo come

L’echinacea è una pianta medicinale molto apprezzata per le sue proprietà benefiche: rafforza infatti il sistema immunitario difendendo l’organismo da raffreddori ed altri mali di stagione ma è indicata anche per curare disturbi della pelle come acne, eritemi e psoriasi. L’echinacea è originaria del Nord America dove cresce spontanea nei prati e perfino nei bordi dei vialetti e può raggiungere sino ai 120 cm di altezza. Può essere coltivata in casa, sia a scopo ornamentale che medicinale. Vediamo come.

Clima e terreno. L’echinacea predilige terreni leggeri, argillosi o sabbiosi, ma soprattutto ben drenati. Non viene influenzata dal tipo di pH del terreno ed è capace di resistere alle basse temperature. Sebbene ami i luoghi soleggiati, riesce a crescere anche in zone più ombrose. L’echinacea in genere fiorisce dall’inizio della primavera sino al termine dell’estate, a seconda del clima, regalando uno spettacolo unico fatto di vivaci spruzzi cromatici.

Semina e moltiplicazione. Questa pianta si può coltivare sia per talea che attraverso la semina. Nel primo caso basta prelevare delle radici di echinacea da impiantare in dei contenitori sino a quando non attecchiscono completamente. Dopo aver riposto in un vaso la talea sviluppatasi, che dovrà avere un diametro di 10 cm almeno, lo si riempie di terriccio fertile, aggiungendo anche un radicante in polvere per favorire lo sviluppo delle radici. La semina, invece, è il metodo più diffuso ed anche il più semplice: dopo aver acquistato dal proprio vivaio di fiducia i semi di echinacea, si interrano, all’aperto nel giardino, oppure al coperto, all’interno di un semenzaio. Il periodo più indicato per coltivare l’echinacea è la primavera inoltrata. Se si decide di seminarla nel semenzaio invece vanno bene anche i mesi di febbraio e marzo.

Innaffiatura e concime. L’echinacea ha bisogno di un’innaffiatura regolare, almeno una volta ogni 20 giorni, con irrorazioni più frequenti durante il periodo della fioritura. Occorre fare attenzione che il terriccio sia asciutto prima di procedere con una nuova innaffiatura poiché la pianta teme i ristagni d’acqua. Si può concimare l’echinacea sia con concimi di tipo organico (compost, letame, stallatico) che con concimi di tipo chimico, con microelementi. Se desiderate avere uno sviluppo aereo, a scopo ornamentale, è meglio scegliere concimi a base di azoto, se invece si vogliono far crescere le radici occorre utilizzare dei concimi con potassio e fosforo. Sebbene sia una piantina rustica, durante l’inverno ha bisogno di interventi di pacciamatura con foglie secche e paglia.

Le parti della pianta considerate benefiche sono le radici, che devono essere raccolte solo dopo il secondo anno di età, in autunno. Tuttavia si può utilizzare anche la sua parte aerea, in particolare il fiore, per preparare decotti ed infusi.

Il Team di Breaknotizie

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