Due Spiriti, un cuore, 5 generi: i nativi americani e la fluidità di genere

Due Spiriti, un cuore, 5 generi: i nativi americani e la fluidità di genere

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Prima che i cristiani europei “forzassero” la standardizzazione della dicotomia uomo- donna, i nativi americani riconoscevano nella loro società ben 5 generi: ecco chi erano le persone dai “due spiriti”.

Il concetto di “fluidità di genere” comincia ad essere solo ora, e ancora con molta fatica, qualcosa di socialmente accettato, sebbene venga ancora considerato un grosso tabù in molti ambiti. Nel corso degli ultimi dieci anni, il dinamico e rapido mutamento sociale ha consentito a un numero maggiore di persone di vivere più liberamente la propria sessualità, al punto che le tradizionali quanto rigide dicotomie uomo/donna, eterosessuale/omosessuale hanno iniziato ad andare “strette” per rappresentare in maniera adeguata il modo di percepire il proprio “essere sessuale”. Da qui la cosiddetta fluidità sessuale.

Sebbene i pionieri di tale branca della sessuologia siano stati Alfred Kinsey, Clyde Martin e Wardell Pomeroy nel 1948, non si tratta realmente dei primi ad aver messo in discussione l’andamento dicotomico dell’orientamento sessuale: i nativi americani, già prima dell’arrivo degli europei in America, riconoscevano ben 5 differenti generi, fra i quali anche sfumature intermedie fra i due estremi uomo/donna. Ogni tribù aveva i propri termini specifici per definire questi orientamenti “intermedi”, ma uno li accomunava tutti: “Due Spiriti”. Femminile, maschile, transgender, femminile con due spiriti e maschile con due spiriti: erano queste le 5 categorie di genere riconosciute, secondo quanto riportato sul sito Indian Country Today.

Secondo queste culture alcune persone nascono con due spiriti, maschile e femminile, e pertanto il loro comportamento rispecchia e esprime perfettamente la loro natura doppia. Pertanto manifestare delle caratteristiche differenti dal proprio genere di appartenenza non veniva considerato negativamente, al contrario. Le persone dai due spiriti erano molto rispettate, quasi venerate, rivestivano dei ruoli molto importanti in seno alla società come guaritori, sciamani, saggi, mistici e le loro famiglie erano considerate fortunate. Gli indiani d’America credevano che una persona capace di vedere il mondo attraverso gli occhi di entrambi i generi allo stesso tempo fosse un vero e proprio dono del creatore. Essere diversi dalla norma era quindi considerata una caratteristica positiva, un grande pregio.

We’wha (1849-1896), uno dei più famosi “Due Spiriti”: biologicamente uomo, si identificava col genere femminile ed era una figura di grande saggezza ed autorità.

Amore e sessualità non erano un metro morale di giudizio: le persone erano valutate per il proprio carattere e per il contributo che potevano dare alla tribù. I genitori generalmente cercavano di non condizionare i propri figli, cercando di non interferire sulle loro naturali inclinazioni: sino al raggiungimento dell’età adulta infatti i bambini indossavano degli abiti unisex ed una volta grandi decidevano per sé quale percorso intraprendere. Così, le persone biologicamente maschili ma di “spirito” femminile potevano andare in guerra ed avere accesso ad attività e luoghi tipicamente maschili come la tradizionale capanna sudatoria, ma potevano anche svolgere compiti femminili quali cucinare, pulire ed altre faccende domestiche. Le persone biologicamente femminili ma che si indentificavano nel genere maschile invece potevano sposarsi con altre donne ed avere rapporti con esse.

Oggigiorno molte persone native americane appartenenti alla comunità LGBT usano il termine “Two Spirit” per definirsi, mantenendo viva la tradizione e la propria identità culturale e sessuale.

Esploratori gesuiti raccontarono storie di nativi americani maschi “dediti al peccato” e donne cacciatrici con mogli. Nel 1530, l’esploratore spagnolo Álvar Núñez, detto Cabeza de Vaca, scrisse nel suo diario di viaggio di aver visto tra le tribù indiane della Florida alcuni uomini travestiti da donna intenti in tipici lavori femminili. Europei ed euro-americani non capivano questa varietà di genere e pertanto la condannavano, al punto tale da cercare di reprimerla ad ogni costo. Man mano che europei e poi euroamericani si spostavano da est verso ovest, oltre a diffondere malattie, imponevano la propria religione ai nativi. Fu così che nel XX secolo, i pregiudizi nevrotici instillati dalle influenze cristiane iniziarono a prendere piede anche fra le tribù indiane e l’accettazione della diversità di genere cominciò a venir meno. Le figure dei “Due Spiriti” iniziarono a scomparire, alcune costrette a conformarsi con un genere standardizzato, altre uccise ed altre ancora, non volendo accettare questa transizione imposta, si suicidarono. L’imposizione delle leggi euro-americane sul matrimonio infine invalidarono i matrimoni fra persone dello stesso sesso, pratica comune fra le tribù di tutto il Nord America da centinaia di anni.

 

Il Team di Breaknotizie

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