Dopo gli attentati che hanno sconvolto Parigi cresce il dilemma se effettuare gite scolastiche nella capitale francese

Dopo gli attentati che hanno sconvolto Parigi cresce il dilemma se effettuare gite scolastiche nella capitale francese

- in Italia
979
0

La serie di azioni terroristiche che lo scorso 13 novembre ha sconvolto Parigi non ha creato solo grande paura in Francia, ma anche problemi per quanto riguarda le gite scolastiche. La capitale francese è da sempre una delle mete scelte da molti istituti scolastici per le gite, e ora, secondo un sondaggio che è stato eseguito da Skuole.net, almeno uno studente su cinque non se la sente di partire alla volta di Parigi.

E’ un dilemma che vede come protagonisti non solo gli studenti, ma anche i genitori e gli insegnanti che dovrebbero accompagnare gli studenti nelle gite. Molti genitori, intervistati sul problema, hanno risposto dicendo che in questo momento si sentono “impreparati” di fronte all’impatto di questo tipo di tragedie. Anche il presidente dei dirigenti scolastici ha espresso il suo pensiero dicendo che in questo momento risponderebbe di no alla richiesta di una gita a Parigi.

I dubbi che si sono manifestati dopo gli attentati non sono propri solo dell’Italia, e, infatti, in Francia il Ministero dell’Istruzione ha annullato non solo le gite scolastiche ma anche altre attività. Oltralpe il problema era stato già sollevato in precedenza, nello scorso gennaio, al momento degli attentati terroristici messi a segno contro Charlie Hebdo.

In Italia si è iniziato a parlare di possibili annullamenti delle gite in programma a Parigi, e anche se il sondaggio fa evidenziare che per circa il 6% degli intervistati sarebbe giusto annullare tutti i tipi di gite scolastiche, le famiglie e i dirigenti scolastici, che sono quelli cui spetta la decisione, dicono che “la vita continua” e che quindi non dobbiamo lasciare spazio al panico.

Secondo il presidente della Disal, l’associazione che raggruppa i dirigenti scolastici, Ezio Delfino, occorre naturalmente agire con prudenza e su tutti questi problemi occorre il dialogo, ma una rinuncia a tutte le attività diverrebbe come un’ammissione di sconfitta, proprio quello che è l’obiettivo degli attacchi terroristici.

La Francia, il paese in questo momento più colpito, ha visto salire la tensione ma ora i musei, i punti di aggregazione come i monumenti ed anche i luoghi turistici come Disneyland, che si trova proprio nelle vicinanze di Parigi, hanno riaperto, naturalmente rafforzando le norme di sicurezza. Sospese invece tutte le visite d’istruzione.

Per quanto riguarda l’Italia, partendo dal presupposto che Parigi è la meta del 55% delle visite scolastiche all’estero, è stato fatto immediatamente un sondaggio nel quale, mentre riguardo a un cambiamento delle proprie abitudini dopo gli attentati, solo il 10% ha risposto positivamente, nel caso di partecipazione a gite all’estero, la percentuale di quelli che non le effettuerebbero, sale al 20%.

Sempre Ezio Delfino afferma di trovare comprensibile la paura, visto il periodo difficile che si sta attraversando, e sottolinea anche che nell’ordinamento scolastico italiano, l’ultima parola quando si tratta dell’organizzazione di una gita, è del consiglio di Istituto. Nello stesso tempo, prosegue Delfino, anche il parere dei dirigenti deve essere tenuto in considerazione. Si tratta di una scelta che implica grandi responsabilità, da parte di chi la prende, poiché potrebbe incidere sulla vita di tanti studenti. Anche l’eccessivo allarmismo sarebbe però controproducente e con un corretto dialogo tra i ragazzi, le famiglie e l’istituzione scolastica è possibile trovare la migliore soluzione, evitando quelle estemporanee.

Il punto di vista dei genitori è sintetizzato in un intervento del presidente dell’Age, l’Associazione italiana Genitori, Fabrizio Azzolini, il quale asserisce che tutti sono impreparati quando si trovano improvvisamente di fronte a questo tipo di tragedie. Azzolini conferma che a molte persone manca la serenità, ma proprio per questo, da parte degli adulti, deve esserci un grande equilibrio in modo da trovare i giusti compromessi, in quanto le attività scolastiche nel loro insieme devono andare avanti. Questo può essere fatto eliminando le destinazioni più a rischio, che sono segnalate sia dalle istituzioni sia dalle autorità.

Il team di BreakNotizie

Commenti

commenti

You may also like

Anziani e bambini: quando ad accomunarli è il gioco

Cosa succede se si consente ai degenti di