Dopo 10 anni, ecco finalmente Plutone!

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Le missioni spaziali sono da sempre una delle forme di esplorazione scientifica più affascinanti che l’uomo sia riuscito a mettere in atto. Ciò che si estende attorno al pianeta Terra era, e resta, un mistero: ma grazie all’enorme evoluzione tecnologica che si è avuta negli ultimi decenni, oggi siamo in grado di conoscere cose un tempo nemmeno immaginate.

Per questo l’impresa della sonda New Horizons, la quale era stata lanciata nello spazio ben dieci anni fa, ha degli aspetti davvero miracolosi. Il giorno 14 luglio, infatti, transitando ad oltre 12 mila chilometri di distanza da Plutone, ci ha trasmesso per la prima volta delle immagini ad alta risoluzione di questo che è definito pianeta nano. Plutone è un po’ il brutto anatroccolo del nostro sistema solare: scoperto per ultimo, nel 1930, è il più lontano dal Sole e non ha nemmeno lo status di pianeta, perché è troppo piccolo. Fino ad ora di lui si conosceva poco o nulla: le immagini più chiare che si possedevano erano state captate dal telescopio Hubble. Ora scienziati, studiosi e geologi sono in visibilio, perché finalmente sarà possibile apprendere dati maggiori sul conto di Plutone, anche grazie al prosieguo della missione di New Horizons, che è ben lungi dall’essere terminata.

Per il momento, dallo spazio profondo alla Terra sono già giunte informazioni interessanti. La prima foto che New Horizons ha scattato a Plutone mostra una delle sue caratteristiche geomorfologiche più peculiari, ovvero una macchia a forma di cuore che si va erodendo con il tempo, e che ora si potrà infine comprendere da cosa è formata. La fascia equatoriale del pianeta è apparsa costellata di altre montagne, che si innalzano oltre i 3500 metri. la particolarità è che sono completamente costituite da ghiaccio. La deduzione che ne hanno tratto i geologi è che la superficie di Plutone sia la più giovane che essi abbiano mai potuto studiare fino ad ora, e ciò rappresenta una grande risorsa per la ricerca scientifica.

Oltre a Plutone, New Horizons ha inviato immagini anche dei suoi satelliti, primo fra tutti Caronte, che è anche il più grande. La superficie di Caronte è apparsa curiosamente assai più frastagliata di quella del pianeta nano: vi si aprono infatti numerosi canyon, uno dei quali è ben visibile e si calcola sia profondo circa nove chilometri. Di Nix, Hydra, Stix e Cerberos, i più piccoli satelliti di Plutone, sono giunte solo immagini ancora non ben definite. I geologi ipotizzano che le loro superfici siano completamente ricoperte di ghiaccio.

Adesso New Horizons continuerà il suo viaggio, spostandosi nell’area detta fascia di Kuiper, oltrepassando i pianeti del nostro sistema solare. Intanto continuerà ad inviare le foto scattate a Plutone, che di certo forniranno molti interessanti dettagli sul suo conto, che aiuteranno gli scienziati, e noi, a capire meglio come si è formato l’Universo.

Il team di BreakNotizie