Divorzio breve a un passo dal sì: solo 6 mesi per dirsi addio. Cosa cambia?

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Il percorso che ha portato l’Italia a dotarsi del divorzio breve è stato lungo e tortuoso ma ha portato a dei cambiamenti storici ed estremamente concreti per la vita dei cittadini italiani. Infatti le novità sono diverse e nella norma non si dimentica di tutelare i figli.

Il primo cambiamento sostanziale riguarda la separazione consensuale, Infatti, in caso di accordo tra i coniugi, si può procedere al divorzio dopo solo un periodo di 6 mesi di separazione ininterrotta effettiva, al di là della presenza di figli.

La separazione giudiziale, cioè quella che riguarda i casi in cui non c’è accordo tra le parti, passa dai 3 anni previsti dalla norma risalente al 1987, a soli 12 mesi. Anche in questo caso deve essere una separazione reale e ininterrotta.

La comunione dei beni verrà sciolta immediatamente dopo la firma del documento di separazione consensuale o quando il giudice firma l’autorizzazione alla separazione. La nuova normativa è immediatamente applicabile anche alle cause di divorzio ancora in essere.

Uno dei problemi più delicati riguarda l’affidamento dei figli. Infatti, i tempi più brevi non sono compatibili con i percorsi di valutazione della posizione dei figli. Per questo motivo il legislatore ha deciso che la prima sentenza del giudice resta valida fino a quando non interviene una successiva decisione del tribunale che regolerà il rapporto tra genitori e figli. Quest’ultima sentenza potrà essere adottata anche successivamente alla chiusura della pratica di divorzio.

Il team di BreakNotizie