Diritti Tv Serie A, l’impatto sui conti dei club utilizzando le regole della Premier League

Diritti Tv Serie A, l’impatto sui conti dei club utilizzando le regole della Premier League

- in Sport
679
0

E’ un periodo particolarmente delicato per la Serie A. L’inchiesta della Procura di Milano sull’assegnazione dei diritti tv per il triennio 2015-2018 ha infatti scatenato l’ennesima bufera sul movimento calcistico italiano. Senza entrare nel merito delle questioni penali e della guerra in corso tra Sky e Mediaset per il predominio del mercato italiano della tv a pagamento, soffermeremo la nostra attenzione sull’attuale meccanismo di ripartizione dei diritti televisivi tra i club di Serie A, facendo un confronto con il sistema adottato dalla Premier League.

Innanzitutto, qualche premessa. La distribuzione degli introiti non viene comunicata ufficialmente dalla Lega di Serie A. Questa è la prima, sostanziale differenza con la Premier League che, puntualmente, alla fine di ogni stagione pubblica un dettaglio ufficiale. Ne consegue che le nostre analisi saranno basate su alcune assunzioni metodologiche teoriche, in seguito specificate.

Inoltre, le fonti utilizzate per l’assegnazione dei diritti non sono esplicitate dalla “Legge Melandri”, che rappresenta il testo normativo di riferimento per la disciplina dei criteri di ripartizione. Tali fonti sono stabilite dalla Lega Calcio. Ma, ancora una volta, non vengono comunicate.

Le Risorse Economiche prodotte dalla vendita dei diritti TV sono divise in varie categorie:

  • quota nazionale;
  • quota internazionale;
  • Coppa Italia e Supercoppa;
  • programmi in chiaro.

Da tali voci vanno dedotte:

  • le commissioni di Infront, advisor della Lega per la commercializzazione dei diritti tv;
  • una quota del 10% destinata a settori giovanili e dilettanti;
  • uno 0,05% a titolo di finanziamento per l’Autorità Garante per le Telecomunicazioni;
  • il contributo per le squadre retrocesse in Serie B, che nel 2015 ha raggiunto il livello di 30 milioni di euro.

Si ottengono così le Risorse Economiche Nette, ovvero i denari effettivamente distribuibili ai club. Il valore 2014-2015 è rappresentato nella tabella seguente.

Diritti Tv Serie A - i proventi relativi alla stagione 2014/15
Diritti Tv Serie A – i proventi relativi alla stagione 2014/15

La Legge Melandri individua 6 criteri di ripartizione delle Risorse Economiche Nette:

  1. parti uguali: 40%
  2. sostenitori: 25%
  3. cittadini: 5%
  4. risultati dell’ultima stagione: 5%
  5. risultati dell’ultimo quinquennio: 15%
  6. risultati dal 1946/47 all’ultimo quinquennio: 10%

Come anticipato, le fonti utilizzate per attribuire valore alle suddette percentuali non vengono esplicitate da Lega Calcio. Secondo alcuni studi condotti dawww.tifosobilanciato.it, i primi 3 criteri vengono determinati in base ad interviste demografiche tese a profilare gli intervistati (appassionati, partecipanti e simpatizzanti), nonché a dati Auditel. Su tali basi, si arriva a determinare la ripartizione finale dei proventi TV. La tabella sotto riportata mostra la predominanza della Juventus nell’aggiudicazione dei proventi, soprattutto dovuta al numero di sostenitori.

Diritti Tv Serie A - La ripartizione dei proventi al termine della stagione 2014/15
Diritti Tv Serie A – La ripartizione dei proventi al termine della stagione 2014/15

Diritti Tv Serie A – Un confronto con la Premier League

Se ci spostiamo oltremanica, i criteri cambiano in modo radicale. I diritti nazionali, così come la totalità dei diritti internazionali ed i cosiddetti ricavi commerciali centrali, sono per il 50% ripartiti in parti uguali. Solo questo criterio garantisce 74,5 milioni di euro di ricavi all’anno per ogni club.

Il 25% del totale viene assegnato in base al numero di volte in cui un match viene trasmesso in diretta. E’, questa, la cosiddetta “Facility Fee”, piuttosto rilevante se consideriamo che le gare trasmesse in televisione sono meno del 50% di quelle giocate. La Lega assegna un minimo di 12 milioni di euro per le squadre con 10 match trasmessi ed un milione di euro per ogni gara addizionale.

Il residuale 25% viene infine assegnato in base al piazzamento in classifica al termine del campionato. Tale voce, denominata “Merit fee”, equivale ad 1,7 milioni di euro per ogni posizione occupata.

Riportiamo di seguito la ripartizione dei proventi televisivi di Premier League per la stagione 2014-2015.

 

 

 

 

 

http://www.calcioefinanza.it/2015/10/15/diritti-tv-serie-a-ripartizione-2014-2015-metodo-premier-league/

Commenti

commenti

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

You may also like

Lettera a Berlusconi, a Salvini e alla Toffa

QUATTRO PRECISE CONDIZIONI PER VOTARE FORZA ITALIA Commenti