Diritti dei Gay, ora la multa chi la paga? Chi non ha fatto il suo dovere?

Diritti dei Gay, ora la multa chi la paga? Chi non ha fatto il suo dovere?

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Il diritto a poter vivere la propria vita di coppia liberamente è inviolabile ma l’Italia non sembra essere dello stesso avviso.

È notizia recente, infatti, quella che vede proprio l’Italia colpevole di non aver riconosciuto tale diritto a tre coppie gay non curandosi dell’art. 8 della convenzione europea dei diritti dell’uomo. Per tale ragione, lo Stato italiano dovrà pagare a queste persone un indennizzo di cinquemila euro ciascuno per i danni morali subiti. A stabilire tale sanzione è stata la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo che ha motivato la decisione dicendo che è arrivato il momento che il nostro Paese si metta a lavoro per dare forma ad un riconoscimento istituzionale, oltre che legale, delle coppie non unite da matrimonio. La sentenza della Corte Europea diventerà definitiva entro tre mesi, a meno che il Governo italiano o i ricorrenti decidano di chiedere un rinvio alla Grande Camera per un riesame. La questione, a questo punto, è: chi pagherà la sanzione? Coloro che, per negligenza o per superficialità, non hanno fatto il proprio dovere o, come al solito, la comunità? Tale interrogativo è, senza alcun dubbio, retorico ma porta con sé non poche riflessioni di natura pratica. In primo luogo, ad esempio, è quanto mai necessario che le forze politiche di opposizione non continuino a fare ostruzionismo in modo tale da evitare rallentamenti ed ulteriori sanzioni.

Il rischio, infatti, è che le suddette sanzioni siano solo le prime di una lunga serie se il Governo non riuscirà in maniera rapida a porre rimedio all’attuale vuoto legislativo in merito ai diritti delle coppie omosessuali. Gli aspetti di cui tenere conto sono, ovviamente, molti e, dunque, è opportuno che il testo della legge venga scritto con attenzione e scrupolosità. Resta il fatto che, però, le sanzioni parlano chiaro e l’Europa sembra non avere più alcuna intenzione di concedere tempo ad una politica tutta italiana fatta di emendamenti e rinvii. Serve una legge e serve subito.

La collettività non si può più assumere l’onere di pagare sanzioni per uno Stato che, talvolta, sembra trattare con estrema superficialità questioni di fondamentale importanza per il futuro del Paese. Ciò che l’Europa ed i vari esponenti delle associazioni sorte a tutela dei diritti delle coppie omosessuali chiedono a gran voce è che il Premier Renzi si esprima in maniera chiara ed inequivocabile in merito a tale questione e che, soprattutto, rimanga coerente alle promesse fatte in passato. La prima mossa da fare, pertanto, è quella di non impugnare la sentenza della Corte Europea, pagare la sanzione ed impegnarsi a formulare un testo di legge risolutivo. Regolamentare le unioni civili, che siano tra persone dello stesso sesso o tra persone di sesso diverso, pertanto, è l’unica soluzione per evitare di incorrere in ulteriori richieste di danni che non possono che essere riconosciuti e, soprattutto, indennizzati da uno Stato che vuole definirsi civile. Indipendentemente da chi pagherà la sanzione, quindi, la strada per il riconoscimento delle unioni civili sembra essersi finalmente aperta anche in Italia e non appare lontana la soluzione di questa annosa questione. Non resta che vedere come il Governo intenderà muoversi a riguardo.

Il team di BreakNotizie

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