“Diaspora senza precedenti”: i venezuelani scappano dalla violenza dei paramilitari e dalla fame

“Diaspora senza precedenti”: i venezuelani scappano dalla violenza dei paramilitari e dalla fame

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Sarebbero oltre 50 mila i venezuelani che ogni giorno attraversano il confine con la Colombia per scappare da un clima di miseria e violenza all’indomani dell’elezione dell’Assemblea Costituente di Maduro.

Migliaia di venezuelani, all’indomani dello scontro fra i sostenitori del Parlamento e l’Assemblea Costituente voluta da Nicolas Maduro, si stanno riversando nei Paesi limitrofi: una vera e propria fuga verso Perù, Cile, Ecuador e Colombia. La Rete che monitora le migrazioni col patrocinio del Celam (Consiglio Episcopale Latino Americano) l’ha definita una “diaspora senza precedenti”. Le persone fuggono dal Paese a causa del clima di insicurezza politica, per la fame e per gli episodi di estrema violenza da parte di gruppi armati, dei paramilitari appoggiati dallo Stato venezuelano. Una situazione ormai invivibile, resa tale in seguito all’elezione dell’Assemblea Costituente lo scorso 30 luglio.

La rotta maggiormente percorsa dai migranti è quella che passa per il ponte di San Antonio, che collega il Venezuela e la città colombiana di Cucuta, per un confine lungo oltre 2 mila chilometri. Secondo le autorità colombiane sarebbero 50 mila in media le persone che attraversano il ponte, la cosa che colpisce però è che lo facciano in entrambe le direzioni. La maggior parte di queste persone infatti va in Colombia alla ricerca di cibo e medicine, per poi tornare, vi sono tuttavia molte altre persone che attraversano la frontiera per scappare dal Venezuela e cominciare una nuova vita. Secondo il comunicato diffuso lo scorso 28 luglio infatti sarebbero almeno 210 mila i venezuelani che attualmente si troverebbero in Colombia: per queste persone il Governo di Bogotà si sta organizzando per fornirli di un permesso speciale di residenza valido 2 anni, in modo da consentirgli di lavorare in maniera legale e di iscriversi ai programmi di assistenza sociale previsti dal Paese.

Lo scenario descritto all’emittente pontificia da Padre Bortignon, missionario in Colombia da 21 anni, è decisamente scoraggiante: “La situazione alla frontiera è veramente difficile. È degenerata già due anni fa, con una vera e propria deportazione dei colombiani che vivevano in Venezuela. Poi ha avuto inizio l’emigrazione da parte dei venezuelani stessi”. Le stime esatte sono difficili ma si può affermare che dalla salita al potere di Hugo Chavez nel 1999 circa 2 milioni di persone hanno abbandonato il Venezuela. E la situazione sta peggiorando: a Buenos Aires, distante da Caracas oltre 8.000 chilometri passando attraverso Colombia, Ecuador, Perù e Cile, starebbero già arrivando ogni settimana circa un migliaio di venezuelani.

Il Team di Breaknotizie

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