Dei senzatetto ci accorgiamo solo quando muoiono tragicamente

Dei senzatetto ci accorgiamo solo quando muoiono tragicamente

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Il 6 gennaio è il giorno dell’Epifania. È l’ultima, in ordine di tempo, delle festività natalizie. Ed è un giorno di grande gioia per tutti i bambini che possono scartare i pacchi regalo portati loro durante la notte dalla Befana. Ma mentre noi festeggiamo felici e ignari, nel caldo delle nostre case, fuori avvengono cose molto spiacevoli.

La mattina dello scorso mercoledì 6 gennaio, quando mancavano pochi minuti a mezzogiorno, il 118 di Cinisello Balsamo ha ricevuto una chiamata d’emergenza dal parcheggio dell’ipermercato Carrefour, in via Fulvio Testi. L’ambulanza, inviata immediatamente sul posto, non ha potuto fare nulla per rianimare l’uomo trovato senza vita all’interno di un auto. Tutti i tentativi di rianimazione da parte dei paramedici sono stati inutili, il suo cuore si era già fermato da un po’.

La vittima di questa tragica morte era un senzatetto, di circa cinquant’anni, che viveva, secondo quanto affermano i testimoni, da quasi cinque anni nei dintorni del supermercato, nel cui parcheggio si rifugiava per trascorrere la notte all’interno della sua automobile malridotta. Nonostante la sua presenza fissa da così tanto tempo in quella zona, nessuno sapeva nulla di lui e della sua vita passata se non che si chiamava Giovanni.

La storia di quest’uomo, purtroppo, non è l’unica che accade nel nostro paese. Sono davvero molte le persone rimaste senza casa e senza un soldo, costrette a vivere per strada, aiutandosi con le poche cose che riescono a trovare nella spazzatura o attraverso gli aiuti forniti da associazioni come la Caritas.

Anche a Pesaro, ma in questo caso il giorno prima dell’Epifania, si è rivelato tragico per un senzatetto. Rocco Bonaposta (di lui almeno conosciamo il nome) è morto per arresto cardiaco su una panchina del Parco Miralfiore dove si era rifugiato per trascorrere la notte. L’uomo aveva solo 42 anni ed era conosciuto dalla Caritas del luogo perché spesso vi si recava per avere un pasto caldo e qualche coperta. In passato si era laureato in filosofia ed era riuscito ad ottenere qualche supplenza. Ma la scarsità di lavoro e la mancanza di denaro lo avevano costretto a rifugiarsi per strada in una vita da clochard. Probabilmente l’intenso freddo nella nottata pesarese ha contribuito al malore che ha messo fine alla vita dell’uomo.

La questione delle persone che rimangono senza un tetto dove vivere è ampiamente diffusa in Italia ma se ne parla molto poco. Non esistono politiche di sostegno da parte del governo italiano per un fenomeno che riguarda tutti noi e che con la crisi economica degli ultimi anni ha aggravato ulteriormente il suo bilancio. Giornali e telegiornali citano l’argomento solo ed esclusivamente quando entra a far parte dei fatti di cronaca, con tragiche morti nel freddo delle notti invernali o nell’eccessivo caldo delle ultime estati. Per il resto i senzatetto non fanno notizia, non sono una questione di cui gli italiani si nutrono. Meglio informarsi su quante fidanzate ha lasciato Justin Bieber o quante gaffe ha fatto Barbara D’Urso nell’ultima puntata di Pomeriggio Cinque, piuttosto che chiedersi cosa si può fare di concreto per aiutare chi è in difficoltà. Persone che potremmo essere noi se un domani la fortuna deciderà di voltarci le spalle.

 

Il team di BreakNotizie

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