6 attività per preservare il cervello dal declino cognitivo

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Il divertimento è la chiave per mantenersi giovani e proteggersi dal rischio di demenza senile. Ecco alcune attività piacevoli per mantenere il cervello “in forma”.

Il nostro cervello, così come il resto del corpo, negli anni, tende ad invecchiare. Si tratta di un processo inevitabile e fa parte della vita, tuttavia in ogni individuo avviene a ritmi differenti. Vi sono casi, infatti, in cui il decadimento può avvenire in maniera grave e ininvertibile, sfociando nella demenza. Esistono tuttavia dei modi per rallentare e contrastare l’invecchiamento del cervello tramite delle attività al contempo piacevoli e sociali, capaci di tenere in allenamento memoria, doti cognitive e capacità linguistiche. Vediamo quali sono.

Fate attività fisica

Che c’entra il muoversi con il cervello? Potrebbe sembrare il consiglio più improbabile, eppure non è così. Tenersi impegnati in un’attività fisica rappresenta un elisir di lunga vita per le funzioni cerebrali. Questo però non implica necessariamente la pratica di uno sport: va benissimo anche una camminata di mezz’ora ogni giorno, specialmente se fuori città o immersi nella natura o anche il fai da te, il giardinaggio, o il foraging. Questi sono solo alcuni esempi di possibili attività all’aria aperta che mantengono il cervello attivo e stimolano anche il rilascio di endorfine. Per mantenersi in moto, se non si può uscire all’aperto, vanno bene gli esercizi da seduto oppure le faccende domestiche. L’importante è non restare fermi.

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Allenate la mente

Leggere libri e giornali, fare le parole crociate, schemi di sudoku, giocare a scacchi, divertirsi con indovinelli e rompicapi sono attività che mettono alla prova il nostro cervello. In questo modo, vengono stimolate le capacità verbali, di ragionamento e quelle relative al problem solving. È stato osservato come, nelle persone ultrasessantenni, queste attività svolte quotidianamente apportino benefici sino a 6 mesi di distanza.

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Non isolatevi

Gli esseri umani sono degli animali sociali e curare questo aspetto è fondamentale anche dal punto di vista cognitivo. Stare in compagnia della famiglia e degli amici, intraprendere delle conversazioni al telefono, via lettera o via mail, sfruttare le tecnologie moderne per rimanere in contatto con le persone a cui teniamo, coltivare insieme degli hobby rappresentano un ottimo esercizio per la mente. L’isolamento sociale e lo stress che ne deriva, al contrario, favorisce la manifestazione di malattie croniche e di morte.

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Assicuratevi il giusto riposo

Dormire regolarmente, possibilmente 8 ore a notte, protegge il cervello dalla demenza senile. È stato osservato, inoltre, che la tradizionale “siesta” postprandiale nelle persone over 65 riduce il rischio di demenza sino a 10 anni successivi. Come sempre, però, non bisogna esagerare con la quantità ma puntare piuttosto alla qualità: alcuni studi hanno dimostrato infatti che sonni lunghi ma di scarsa qualità a lungo andare possono causare problemi di memoria nelle persone con più di 65 anni. Non solo: la cattiva qualità del sonno può pregiudicare anche la salute del cervello dei giovani adulti.

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Ballate

In base ad uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Frontiers in Human Neuroscience, la pratica della danza può aiutare a scongiurare il rischio di demenza senile e l’insorgere dell’Alzheimer. Questo perché stimola l’area del cervello che più spesso viene colpita da queste malattie neurodegenerative, ossia l’ippocampo, fondamentale per l’equilibrio, la memoria e l’apprendimento. Inoltre, rispetto ad altre attività fisiche, il ballo è capace di fornire sempre stimoli nuovi.

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Fate sesso e fatelo spesso

Il sesso è al contempo attività fisica, sociale e mentale. Avere una vita sessuale appagante e vivace quindi ha un effetto positivo sulle funzioni cognitive. Da un recente studio britannico effettuato su donne e uomini di età inclusa fra i 50 e gli 83 anni, è emerso che coloro che avevano regolari rapporti sessuali a cadenza settimanale avevano risultati migliori del 2% nelle prove visuo-spaziali e di fluenza verbale rispetto a quanti praticavano sesso a cadenza mensile. La percentuale saliva del 4% nel confronto con persone che non lo praticavano. La ragione pare essere puramente biologica: ossitocina e dopamina, ormoni che il nostro organismo rilascia durante un rapporto sessuale, hanno indubitabili benefici sul cervello. Senza contare l’aspetto sociale: intimità ed empatia legate alla vicinanza fisica stimolano il cervello positivamente.

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Cominciate da subito

Non è necessario attendere la mezza età per prevenire il declino cognitivo: meglio adottare sin da subito uno stile di vita sano che includa tutte le attività succitate. A lungo termine, il vostro cervello vi ringrazierà. E anche i voi stessi del futuro.

Il Team di BreakNotizie

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