Dall’aereo della Malaysia Airlines all’ospedale di Kunduz: quando ad imporre le sanzioni è l’Occidente

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Nel luglio dello scorso anno, in Ucraina precipitò un velivolo della Malaysia Airlines proveniente da Amsterdam e diretto a Kuala Lumpur. Le vittime furono 298, per la maggior parte di nazionalità olandese e nessuno riuscì a salvarsi.

Sin dalle prime ore, risultò chiaro il fatto che l’aereo era stato abbattuto poiché sorvolava Donetsk, allora teatro di scontri tra i ribelli e l’esercito di Kiev. Il giorno seguente, Barack Obama rilasciò una dichiarazione dicendo che la responsabilità di tale azione era da ricondurre ai russi e che, in breve tempo, avrebbe dato prova di quanto asserito. Tali prove, però, fino ad adesso, non sono mai state prodotte. Ad onor del vero, c’è da dire che la Commissione di inchiesta internazionale ha da poco concluso le indagini e, probabilmente, presto saranno resi pubblici i primi risultati. Alla tragedia sono seguiti non pochi commenti da parte degli occidentali nei confronti della Russia e del Presidente Vladimir Putin. Addirittura, l’attuale candidata alla Presidenza Hilary Clinton esortò l’Europa a reagire alle azioni russe. Ovviamente, non sono mancate neanche politiche volte all’isolamento di Mosca sul piano internazionale al fine di legittimare le strategie volte ad espandere la NATO ad oriente.

Qualche giorno fa, a Kunduz, una cittadina dell’Afghanistan ormai assediata dai talebani, la NATO ha bombardato un ospedale gestito dai volontari dell’organizzazione Medici Senza Frontiere. L’attacco ha provocato ben 20 morti di cui 12 medici ed 8 pazienti. Tra i pazienti che sono rimasti vittime del bombardamento vi sono anche 3 bambini. Il bilancio delle vittime, però, potrebbe essere drammaticamente destinato a salire. Stando a quanto dichiarato dai responsabili dell’organizzazione, le coordinate della struttura ospedaliera erano state rese note al Pentagono che, secondo loro, sapeva con esattezza cosa stava bombardando. I responsabili hanno anche aggiunto che il bombardamento è durato circa 30 minuti nonostante il loro vano tentativo di spiegare ai militari che quello che avevano nel mirino era un ospedale. Il Governo di Kabul, però, non sembra essere della stessa opinione ed ha reso noto il fatto che l’operazione è riuscita e che i 10 talebani che si erano nascosti in tale struttura sono stati tutti neutralizzati. Gli americani, dal canto loro, hanno ammesso che potrebbe esserci stato qualche errore nell’individuazione degli obiettivi ma che, comunque, quello verificatosi non è null’altro che un danno collaterale. Il Presidente degli Stati Uniti ha prontamente espresso il proprio cordoglio per le vittime ma, contestualmente, ha reso noto che, prima di formulare ipotesi, è necessario che le inchieste del Pentagono vengano portate a termine.

A questo punto, viene spontaneo pensare che, probabilmente, sarebbe stato molto più opportuno attendere anche l’esito delle indagini in merito all’aereo della Malaysia Airlines abbattuto in Ucraina prima di attribuire ai russi la responsabilità. Inoltre, è opportuno fare presente che i leader occidentali si sono comportati in maniera molto diversa e, ovviamente, non hanno imposto alcun genere di sanzione nei confronti degli stati Uniti, al contrario di quanto è stato fatto con la Russia. Una cosa è certa: agli occhi dell’opinione pubblica, l’Occidente, almeno sotto il profilo morale, sta vacillando e l’idea di applicare “due pesi e due misure” non sembra affatto giovargli.

Il team di BreakNotizie