Dalla città alla montagna, possibile?

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A volte si pensa che i moderni comfort, e tutte le agevolazioni a cui la vita contemporanea ci ha ormai abituati, siano ormai assolutamente imprescindibili. Secondo il motto per il quale indietro non si torna, cioè, si crede che per noi cittadini tornare ad uno stile di vita diverso, come era quello dei nostri nonni non più di sessanta o settanta anni fa, sarebbe impensabile.


Ci sono però sempre più esempi di quanto invece sia vero il contrario. Persone di città, magari manager importanti e dirigenti con ottimi stipendi, maturano un giorno la decisione di lasciare tutto, stress compreso, e tornare ad una vita più sana, a contatto con la natura, magari facendo i montanari.
Utopia? Non proprio: le Alpi italiane ne sono un esempio lampante. Recenti indagini e sondaggi statistici, i cui dati sono stati raccolti in un libro, hanno dimostrato come moltissimi comuni siano tornati a popolarsi, con abitanti che hanno preferito scegliere uno stile di vita diverso rispetto a quello cui erano abituati. Se da una parte ci sono coloro che vi sono stati costretti dalla mancanza di lavoro, per altri, la maggioranza, si tratta invece di una scelta ben precisa. Molti organizzano strutture ricettive a scopo turistico, abbinandovi anche la vita nei campi o l’allevamento di animali, per la produzione in loco di prodotti alimentari da proporre ai clienti.
C’è da dire che, rispetto al passato, decidere di ritirarsi a vivere in montagna non significa più isolarsi dal resto del mondo: grazie alla televisione, ma soprattutto ad internet, spostarsi di qualche chilometro non fa alcuna differenza, anzi. Chi ha un’attività ricettiva può usare il web anche per attirare altre persone. L’automobile, poi, permette di arrivare velocemente dappertutto.
A favore della montagna, infine, c’è la qualità della vita: ritmi più umani, aria buona e spesso panorami mozzafiato, capaci di riconciliare l’uomo con se stesso e con il mondo intero.

Il team di BreakNotizie