Crollo del prezzo del petrolio: ecco le conseguenze

Crollo del prezzo del petrolio: ecco le conseguenze

- in Economia
840
0

Stando a quanto dichiarato dall’agenzia di stampa Bloomberg, a breve potrebbe essere notificata una sanzione da 2 miliardi di dollari alla joint venture che gestisce il giacimento petrolifero Karachaganak in Kazakistan.

Le motivazioni alla base di tale sanzione pare siano legate al fatto che i concessionari del giacimento non hanno rispettato alcune clausole contrattuali. In tale sede, è opportuno fare presente che le aziende coinvolte sono ENI e BG Group. Al momento sembra, però, che dietro a tale azione si nasconda anche una strategia politica. Proprio il Kazakistan, infatti, sta risentendo del drastico abbassamento dei prezzi del petrolio e, pertanto, non è da escludere che abbia intenzione di assumere posizioni più rigide nei confronti delle società che gestiscono i giacimenti. Ovviamente, ciò non dovrebbe in alcun modo interessare le aziende che rispettano scrupolosamente le clausole contrattuali.

Che il governo kazako abbia deciso di far gravare sulle aziende petrolifere le perdite conseguite alla diminuzione del prezzo del petrolio? Probabile. In ogni caso, non è da escludere che le sanzioni imposte dall’Occidente alla Russia e, più in generale, a tutti i Paesi che appartengono alla cosiddetta ‘Unione Euroasiatica’, abbiano provocato conseguenze difficilmente gestibili. Tali Paesi, infatti, hanno deciso di guadagnare il denaro perso rifacendosi direttamente sulle aziende petrolifere e ricorrendo a mezzi previsti dalla legge. È superfluo precisare che la maggior parte della aziende petrolifere sono occidentali. La diminuzione del costo del petrolio, inoltre, ha drammaticamente colpito anche la redditività delle medesime aziende. Addirittura, a risentirne sono state anche le industrie statunitensi di shale oil e shale gas che, dovendo fare fronte a costi di produzione alti, sono costrette ad imporre prezzi molto elevati. In buona sostanza, pertanto, la strategia commerciale messa a punto dagli occidentali ai danni della Russia e di tutti i suoi alleati si sta rivelando un vero e proprio fallimento.

Entrambe le parti, infatti, si trovano costrette a dover fare i conti con ingenti perdite di denaro. A questo punto, resta solo da capire chi tra l’Occidente e la Russia riuscirà ad avere la meglio in questa guerra di logoramento in cui, almeno per il momento, sembrano non esserci né vincitori, né vinti. Ciò che, però, appare chiaro è il fatto che a prevalere sugli interessi della collettività sono troppo spesso gli interessi dei singoli. Purtroppo, infatti, le conseguenze di tali dinamiche commerciali si riverberano sulle popolazioni di tutto il mondo che si trovano costrette a fare i conti con meccanismi difficili da interpretare e, soprattutto, da modificare.

Ma come porre rimedio a questa deriva? Sarebbe sufficiente rimettere al centro di tutto l’uomo con le sue necessità primarie, abbandonando quindi l’idea che per generare ricchezza sia necessario impoverire il proprio nemico. E per quanto riguarda la situazione geo-politica? Di sicuro, i rapporti tra gli Stati Uniti d’America del Presidente Barack Obama e la Russia di Vladimir Putin sono molto tesi. A fare da ago della bilancia, però, potrebbe essere la risoluzione della complessa situazione siriana anche se, per il momento, la tregua sembra essere piuttosto lontana. In tale circostanza, anche l’Unione europea potrebbe avere un ruolo cruciale anche se, per adesso, ogni ipotesi è a dir poco prematura.

Il team di BreakNotizie

Commenti

commenti

You may also like

Anziani e bambini: quando ad accomunarli è il gioco

Cosa succede se si consente ai degenti di