Crisi migranti Italia: i risvolti dell’uccisione di Gheddafi

Crisi migranti Italia: i risvolti dell’uccisione di Gheddafi

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La crisi migranti Italia si aggrava ogni giorno di più. L’Europa nel panico senza Gheddafi? Tante e diverse partite di potere si stanno giocando in Libia.

Si parla tutti i giorni della crisi migranti Italia, ma per capire a fondo questa crisi bisogna guardare sia alla situazione in Libia che alle decisioni passate dell’Europa. Gheddafi aveva detto che la situazione dei migranti verso l’Europa sarebbe divenuta incontrollabile, se la Libia avesse perso la propria prosperità. E così è stato, complici le decisioni politiche di David Cameron e Nicolas Sarkozy.

La crisi migranti Italia affonda le sue radici nell’uccisione di Gheddafi. Nel 2011 David Cameron e Nicolas Sarkozy istigarono l’intervento militare della Nato per deporre e uccidere Muammar Gheddafi. Sin da allora la Libia faceva gola a questi attori e alle altre potenze per questioni energetiche. La deposizione e l’uccisione dell’allora dittatore, che furono spacciate come liberazione del popolo, hanno determinato l’attuale situazione in Libia. La Libia ha infatti fallito come stato: al momento ci sono addirittura tre governi diversi nel Paese. Inoltre è diventato terra di trafficanti di vite umane, che spediscono profughi verso l’Europa e soprattutto verso l’Italia. E qual è la risposta dei paesi Europei alla crisi migranti Italia?

Bisogna purtroppo constatare le politiche europee anti-immigrazione. I Paesi europei, chiamati a replicare alla crisi migranti Italia, hanno per tutta risposta inasprito le loro politiche anti-immigrazione. Basta vedere cosa fanno questi membri dell’Unione ai loro confini. L’Austria vi ha spedito i soldati e la Francia vi ha potenziato la presenza della polizia. Per non parlare poi dell’Ungheria e della vicenda nota dell’innalzamento del muro. Questo modo di operare scandaloso dell’Ungheria è stato inoltre accompagnato da non meno aspre dichiarazioni del governo ungherese.

Ma per la situazione in Libia: la soluzione all’immigrazione è un nuovo dittatore? Da più parti ormai si sta facendo in modo che in Libia torni al potere un leader forte, come lo era Gheddafi. E qui entra in gioco il generale Khalifa Belqasim Haftar, l’ex-sostenitore del dittatore ucciso e nominato nel 2015 Ministro della Difesa e Capo di Stato Maggiore del governo di Tobruk. Uomo potente, con legami piuttosto oscuri, tanto con la Russia quanto con gli Usa. Dopo 6 anni di ipocrisie la Francia esce allo scoperto, sostenendo Haftar, il quale è supportato a sua volta anche dall’Egitto. L’Italia, dal canto suo, è schierata invece dalla parte di Tripoli. L’Europa ha dunque deposto un dittatore nel 2011, per riproporne ora un altro?

Khalifa Belqasim Haftar

E’ chiaro che si sta evitando che un conflitto straniero faccia cadere la Libia in uno stato peggiore di quello presente. Ma forse Haftar è interessato ad altro: a quanto pare l’Unione Europea dovrebbe stanziare diversi milioni di Euro per gestire il fenomeno migrazioni della Libia. Sia questi fondi, che la gestione da parte dei trafficanti dei profughi, fanno dell’immigrazione un business redditizio. A fronte di ciò, la crisi migranti Italia non vedrebbe la fine agevolmente.

Il Team di Breaknotizie

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