Crisi economica: quando a fallire sono le banche

Crisi economica: quando a fallire sono le banche

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Quella delle banche italiane sembra essere una vera e propria corsa contro il tempo.

La Banca delle Marche, ad esempio, ha necessità di ben 1,2 miliardi di euro di capitali ed a doversi occupare della questione sarà un fondo di garanzia che viene costantemente finanziato da tutte le banche del Paese. La Banca delle Marche da circa due anni è in un regime di amministrazione speciale a causa del rovinoso fallimento di alcuni piani di salvataggio con i quali si era tentato di assorbire una perdita di circa un miliardo di euro. La causa dell’emorragia di denaro della Banca delle Marche potrebbe essere ricollegata alla sua incapacità di trovare fondi ma, ovviamente, le motivazioni oltre che le responsabilità sono moltissime.

Il fatto è che il Governo guidato da Matteo Renzi ha pochissimo tempo per agire. Il fallimento della Banca delle Marche, infatti, è molto vicino e c’è da scommettere che all’Europa non piacerebbe affatto dover fare i conti con una simile situazione. A tale proposito, è interessante fare presente che il fallimento di un istituto di credito sarebbe causa di problematiche piuttosto complesse che metterebbero in crisi il sistema finanziario italiano.

L’Europa, dal canto suo, non ha perso tempo. Dal prossimo gennaio entrerà in vigore una direttiva in merito alla risoluzione, appunto, delle crisi degli istituti di credito che dovrà essere applicata anche dall’Italia. Stando al testo di tale direttiva, pare che oltre ai creditori ed agli azionisti, nell’eventualità in cui una banca dovesse fallire, dovranno contribuire anche tutti coloro che detengono obbligazioni e, addirittura, i correntisti che hanno depositato più di 100 mila euro. Ovviamente, per i risparmiatori delle Marche si tratterebbe di un vero e proprio disastro annunciato.

Qualora la Banca delle Marche dovesse dichiarare fallimento, inoltre, l’importo del debito da sanare per tutti i conti correnti inferiori a 100 mila euro ammonterebbe a circa 7,5 miliardi di euro e, senza alcun dubbio, comporterebbe un’impennata dello spread poiché tale denaro dovrebbe essere reperito sul mercato. Una cosa è certa: il Governo sta cercando di fare tutto il possibile per evitare il fallimento. Il problema, però, è che ad essere sull’orlo del fallimento non è solo la Banca delle Marche. Anche la Banca Popolare dell’Etruria, la Banca del Lazio e la Cassa di Risparmio di Ferrara, ad esempio, sono già sotto tutela e sono nelle medesime condizioni della Banca delle Marche.

Senza alcun dubbio, la situazione è piuttosto compromessa e c’è da sperare che il Governo riesca a trovare una soluzione in tempi rapidi. In caso contrario, il fondo di garanzia dovrà spendere ben 2 miliardi di euro per salvare le tre banche e ad essere maggiormente coinvolti saranno istituti di credito del calibro di Intesa Sanpaolo ed Unicredit che dovranno versare circa 200 milioni di euro a testa in modo tale da sanare il 40% del debito. Anche il Monte dei Paschi di Siena potrebbe essere chiamato a fare la propria parte. In ogni caso, tale piano di salvataggio deve essere ancora vagliato dalla Banca d’Italia e, soprattutto, dalla BCE. Il tempo, però, sta scadendo ed entro la fine dell’anno dovrà essere trovata una soluzione definitiva.

Il team di BreakNotizie

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