Crisi economica: cambiare per risollevarsi

Crisi economica: cambiare per risollevarsi

- in Economia
588
0

Quello che stanno vivendo le imprese è un periodo davvero molto complesso in cui pensare al futuro è sempre più difficile.

Proprio le imprese, infatti, sono sempre più attente alla quotidiana sopravvivenza a discapito, ovviamente, del lungo periodo. Il marketing cosiddetto strategico, quindi, ha lasciato il posto ad un più cauto spirito di sopravvivenza che, però, alla lunga, potrebbe generare conseguenza davvero molto complesse da gestire. Le aziende hanno timore ad investire ed a dare forma a progettualità di ampio respiro. L’unico obiettivo è quello di chiudere in pari e di evitare il più possibile il dissesto economico. Di sicuro, ad aver provocato tale psicosi è stata la crisi economica dalla quale, però, pare si stia lentamente uscendo.

I segnali della ripresa ci sono tutti anche se le aziende, nella maggior parte dei casi, sembrano non riuscire a vederli. Il prezzo del petrolio sta diminuendo, le banche centrali operano costantemente iniezioni di liquidità, il governo sta mettendo in atto una serie di riforme volte alla crescita dell’economia e le nuove tecnologie stanno facendo passi da gigante. Insomma, tutto lascia ben sperare ma qualcosa ancora non va. Che sia arrivato il momento di cambiare? Probabilmente sì. Le aziende, però, dovranno riuscire a mettere in atto strategie ben progettate al fine di dare origine ad un cambiamento costruttivo. Cambiare, infatti, non significa intraprendere un percorso in maniera casuale. Al contrario, per cambiare è necessario analizzare il mercato in maniera razionale al fine di interpretarne le dinamiche e, perché no, prevederne le future evoluzioni. Solo in questo modo le aziende avranno la possibilità di mettere a frutto i seppur timidi segnali di ripresa ed uscire dalla crisi in maniera rapida e non troppo dolorosa.

Ma quale è il primo passo da fare? Per prima cosa, è importante che le aziende siano consapevoli della necessità di un cambiamento. Solo dopo aver maturato una simile consapevolezza, infatti, potranno passare allo step successivo. Inoltre, è fondamentale guardarsi intorno e studiare le altre aziende. In questo modo, infatti, si avrà la possibilità di interpretare l’andamento del mercato e di comprendere il cambiamento da mettere in atto. Come non menzionare, poi, i giochi di movimento, di imitazione e di posizione? Nel primo caso, si ha a che fare con una strategia davvero molto singolare. Un’azienda, infatti, dovrà interrogarsi in merito a ciò che rende i suoi competitors più appetibili nel tentativo di individuare un percorso innovativo ed ancora più interessante agli occhi dei consumatori. Il gioco di imitazione, invece, è molto meno complesso e consiste nel cogliere le peculiarità dei competitors e di rielaborarle in chiave del tutto personale. Il gioco di posizione, infine, è quello più diretto e vede le aziende protagoniste di uno scontro diretto per guadagnare la posizione dominante.

Insomma, per riuscire ad uscire dalla crisi, le aziende devono trovare la forza di reinventarsi senza, però, cadere nella trappola del cambiamento a buon mercato. Solo con un cambiamento ben strutturato e progettato nei minimi dettagli, le imprese troveranno la forza per uscire dalla stagnazione e per cogliere al volo tutte le opportunità che i governi e le istituzioni sovranazionali stanno mettendo quotidianamente a loro disposizione. Si tratta, pertanto, di un vero e proprio gioco delle parti in cui, alla fine, potranno vincere tutti.

 

Il team di BreakNotizie

Commenti

commenti

You may also like

Anziani e bambini: quando ad accomunarli è il gioco

Cosa succede se si consente ai degenti di