Crisi dei migranti: ecco la posizione dell’Ungheria

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Il Parlamento ungherese ha approvato una legge che autorizza il Governo a schierare i militari alle frontiere.

Stando alle dichiarazioni rilasciate dal Governo di Budapest, tale decisione è dovuta all’estrema necessità di gestire in maniera razionale il flusso di migranti che quotidianamente tenta di entrare in Ungheria. I militari schierati ai confini avranno la possibilità di usare la forza, ma facendo ricorso solamente a proiettili di gomma, dispositivi pirotecnici e gas lacrimogeni. Tale misura è stata approvata dal Parlamento ungherese con 151 voti a favore, 12 contrari e 27 astenuti. In occasione della votazione, il centro-destra ha trovato il consenso dell’area radicale nazionalista che, addirittura, avrebbe preferito misure ancora più dure. Il primo ministro ungherese Viktor Orbán ha reso noto che nel prossimo periodo in Europa sono attese altre ondate di migranti e che, almeno per il momento, la situazione non sembra affatto migliorare. Il timore del Governo di Orbán, dunque, è che l’Ungheria non riesca a fare fronte a tutti gli arrivi previsti. Stando ai dati ufficiali in merito all’esodo dei migranti, pare che i Paesi di provenienza dei migranti siano l’Iraq, la Siria, la Somalia, la Libia, il Sudan e l’Afghanistan.

L’Ungheria, dal canto suo, ha ultimato la costruzione di una recinzione di circa 41 chilometri lungo il confine con la Croazia in modo tale da impedire il passaggio ai migranti. Addirittura, da Budapest sono partite pesanti accuse nei confronti di Zagabria a seguito della decisione presa proprio dalla Croazia di far passare un treno che trasportava circa un migliaio di richiedenti asilo. Tale decisione, infatti, è stata interpretata dal Paese magiaro come una vera e propria violazione della sovranità nazionale. Il fatto è che la crisi dei migranti non vede protagonista solo l’Ungheria ma, al contrario, coinvolge in egual misura tutti i Paesi dell’Unione europea che sono costretti a fare fronte ad un esodo dalle dimensioni bibliche. Senza alcun dubbio, però, le decisioni prese da Budapest devono far riflettere in merito alla possibilità di un insorgere sempre più rapido di ideali nazionalisti che potrebbero essere d’ostacolo ad un’Europa ancora non del tutto compiuta.

Di sicuro, l’Europa orientale si trova in una situazione piuttosto complessa ed è difficile negare che il continuo ed inarrestabile flusso dei migranti stia generando non pochi problemi ai vari Stati coinvolti. D’altro canto, c’è da dire che Paesi come l’Ungheria, la Serbia e la Croazia sono considerati dai migranti solo come una zona di passaggio per raggiungere Nazioni dell’Europa settentrionale come la Germania, la Norvegia e la Finlandia. Il timore palesato dal Governo di Orbán, pertanto, potrebbe risultare del tutto ingiustificato. A questo punto, c’è da chiedersi se i Paesi del nord Europa siano effettivamente intenzionati ad accogliere i rifugiati o se, invece, il loro cammino sia destinato ad interrompersi in qualche altro luogo del Vecchio Continente. Per il momento, a Bruxelles si sta lavorando per la redistribuzione delle quote dei migranti e c’è da sperare che, almeno questa volta, i Governi dei vari Stati appartenenti all’Unione europea riescano ad agire di concerto in modo tale da gestire al meglio la complessa situazione dei migranti che, in caso contrario, potrebbe ben presto trasformarsi in una crisi umanitaria.

Il team di BreakNotizie