Cresce il patrimonio immobiliare, nel 2014 circa 110mila case in più, BASTA COSTRUIRE!

Cresce il patrimonio immobiliare, nel 2014 circa 110mila case in più, BASTA COSTRUIRE!

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Nonostante la crisi che non accenna a lasciare il posto alla ripresa e la sempre più evidente crisi del mercato del nostro Paese, in Italia il patrimonio immobiliare continua a crescere.

Una crescita avvenuta anche nel corso del 2014, come testimoniano gli ultimi dati riportati in un report, l’Osservatorio del Mercato Immobiliare, elaborato a cura dell’Agenzia delle Entrate in stretta collaborazione con la Direzione Catasto e Cartografia. Nell’anno passato, infatti, le unità immobiliari dislocate lungo la penisola hanno dato vita ad una crescita complessiva dello 0,7% nei confronti del 2013. In particolare, va però messo in rilievo l’ulteriore aumento di abitazioni civili, con circa 110mila unità in più, maggiore anche di quello messo a segno da unità immobiliari destinate a fini produttivi, al terziario o ad attività commerciale, le quali sono invece aumentate di circa 31mila unità.


In forza di questi dati, lo stock immobiliare italiano ha raggiunto quota 73,4 milioni, un numero impressionante che dovrebbe dar luogo ad una profonda riflessione, soprattutto in un Paese ove la costruzione di case e altri immobili avviene in modo spesso disordinato, contravvenendo non solo alle leggi vigenti, ma anche alle norme di buon senso. Basti pensare ad esempio alle abitazioni che in Liguria sono state edificate lungo i corsi d’acqua, o a quelle costruite in zone pericolosissime, come le falde del Vesuvio, per capire come sia arrivato ormai il momento di ripensare ad un modello di sviluppo non più adeguato.


Ormai da tempo è stato segnalato il grande rischio cui è sottoposto il nostro suolo a causa di una scriteriata politica costruttiva. Secondo Winfried Blum, uno dei maggiori esperti mondiali e professore presso l’Università Boku di Vienna, proprio il suolo rappresenterebbe la riserva energetica più importante a nostra disposizione. Un ruolo derivante dalla sua comunicazione con l’aria e dalla sua funzione di trasporto dell’acqua. Inoltre nelle cavità del sottosuolo, ad esempio, mediante il lavoro di funghi e batteri o la macerazione del fogliame, si nutrono grandi quantità di essere viventi, mentre la fertilità delle piante, oltre che la nostra vita e quella degli animali, sono aiutati dai processi di trasformazione biochimica che vi avvengono.


Una serie di attività assolutamente necessarie alla salute del pianeta che vengono invece sacrificate di anno in anno costruendo abitazioni, in un Paese ove le stesse non si vendono e rimangono spesso sfitte. Basta vedere le ultime statistiche relative alla compravendita di abitazioni in Italia e il crollo dei prezzi che ne è conseguito, per capire come sia ormai del tutto inutile continuare a sottrarre suolo ad altre preziose attività. Mentre sarebbe invece assolutamente necessario recuperare aree degradate come quelle che contraddistinguono le periferie urbane, ridisegnando intere zone in cui la qualità della vita risulta intaccata da ecomostri come Corviale, il famigerato “chilometro lanciato” ben noto ai cittadini romani per lo straniante impatto visivo che riesce a provocare.


Una politica che le istituzioni, purtroppo, sembrano intenzionate a non prendere in considerazione, se solo si pensa ai ripetuti condoni edilizi varati nel corso degli ultimi decenni e l’attenzione ancora oggi riservata alla semplificazione delle pratiche da espletare per la costruzione di nuove case, invece di puntare alla vera grande opera di cui necessiterebbe il nostro Paese, ovvero il risanamento idrogeologico del territorio.

Il team di BreakNotizie

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