Cosa fare in caso di attacco terroristico?

Cosa fare in caso di attacco terroristico?

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Qualora ci si ritrovi coinvolti in un attentato ci sono dei determinati comportamenti da adottare e altri da evitare: ecco un vademecum che potrebbe salvarvi la vita 

Se fino a qualche anno fa l’eventualità di trovarsi coinvolti in un attentato terroristico erano rare, se non remote, ai giorni d’oggi, specialmente se si viaggia per qualche capitale europea o in alcune zone “calde” del pianeta, le possibilità sono molto più concrete. È necessario, dunque, sapere in che maniera comportarsi in caso ci si si ritrovi in questa situazione d’emergenza. Ridurre a zero il rischio di attacchi terroristici è pressoché impossibile ma già sapere come agire in tale circostanza può fare la differenza. Le regole primarie da rispettare seguono il principio del “Run, Hide and Tell”, ossia Scappa, nasconditi e dai l’allarme.

La prima cosa da fare appena ci si rende conto di essere coinvolti in un attentato è quello di non lasciarsi sopraffare dal panico e cercare di individuare le vie di fuga disponibili, portando con sé anche le persone che si hanno vicino, senza farsi rallentare e abbandonando oggetti personali ingombranti in modo da non essere rallentati nella fuga. In caso scappare sia un’opzione troppo pericolosa la miglior soluzione è quella di trovare un nascondiglio; meglio evitare il trucco del fingersi morti, che può salvare la vita solo in rari casi ma si rischia anche di essere scoperti e catturati come ostaggi. Una volta nascosti meglio adottare dei piccoli accorgimenti come mettere la modalità silenziosa a qualunque device elettronico si abbia appresso (smartphone, tablet, ecc.) ed avvisare prontamente le autorità.

Quando si è riusciti ad allontanarsi dalla zona di pericolo è consigliabile cercare l’aiuto delle forze dell’ordine. Mail, sms, telefonate, chat e altri mezzi di comunicazione possono essere dei metodi efficaci per far sapere alle forze di sicurezza dove ci si trova, dove sono gli attentatori e se vi sono ostaggi coinvolti. Va da sé che appena possibile occorre contattare amici e familiari per rassicurarli sulle proprie condizioni.  Durante una retata potrebbe esserci molta confusione: in tali circostanze i civili dovrebbero mantenere le mani a vista ed evitare movimenti bruschi per evitare di essere scambiati per attentatori. Meglio seguire tutto ciò che dicono le autorità senza opporre resistenza e tenersi pronti alla fuga durante la fase di evacuazione. Mai atteggiarsi ad eroi: in caso di esplosioni meglio buttarsi per terra e se possibile trovare riparo dietro qualcosa.

Anche se prevedere un attentato è impossibile, se ci si trova in vacanza all’estero sarebbe meglio pianificare in anticipo i propri movimenti, magari condividendo il proprio itinerario con la famiglia o gli amici, in modo da essere facilmente rintracciati se non si hanno più notizie. I cittadini italiani possono registrare il proprio viaggio su “Viaggiare Sicuri”, sito web dell’unità di crisi della Farnesina. In caso di emergenza meglio rimanere sempre sintonizzati con le ultime notizie tramite i media e le autorità locali, come la Protezione civile. Se non si riescono a trovare informazioni locali nella propria lingua ci si può mettere in contatto col Ministero degli Affari esteri, affidandosi alla rete consolare italiana se ci si trova negli Stati Uniti o in Europa, oppure alle ambasciate di altri stati membri dell’UE.

Il Team di Breaknotizie

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