Corea del Nord e il test con la bomba a idrogeno: la ricognizione degli USA

Corea del Nord e il test con la bomba a idrogeno: la ricognizione degli USA

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Le ultime notizie riguardanti il test nucleare condotto dalla Corea del Nord con la bomba a idrogeno hanno gettato le forze politiche mondiali in uno stato di profonda preoccupazione. Di conseguenza, il primo a prendere un’iniziativa concreta per fare il punto della situazione è stato il Presidente degli Stati Uniti d’America, Barak Obama, il quale si è messo in contatto telefonico con con il Presidente della Corea del Sud, Park Geun-Hye, e con il Premier del Giappone, Shinzo Abe, per rassicurarli circa il suo impegno nella difesa dei due Paesi e per ribadire quanto sia incosciente l’atteggiamento della Corea del Nord, la quale per l’ennesima volta ha violato le risoluzioni ONU di Pyoyang.

Obama, però, non si è fermato solo a una semplice telefonata: ha autorizzato, infatti, il decollo di una serie di aerei militari che, partiti dalla base di Okinawa e da quella di Kadena, hanno effettuato una ricognizione per raccogliere quanto più dati possibili, corredati da immagini fotografiche relative ai siti interessati dall’esplosione nucleare.
Dal canto suo, la Corea del Sud ha limitato l’accesso alla zona industriale di Keasong, che era comune alle due Coree. Inoltre, ricomincerà la propaganda interna che era stata interrotta lo scorso agosto.

Nel frattempo, il Consiglio di Sicurezza dell’Onu, dopo una riunione d’urgenza, oltre alla condanna unanime per il test effettuato, ha deliberato una serie di sanzioni contro la Corea del Nord. Pyonyang ha ribattuto che il test è stato effettuato secondo rigide norme di sicurezza e che non ha avuto impatti ambientali, oltre ad aggiungere che il suo è uno Stato che non userebbe mai per primo armi nucleari per fini bellici. L’atteggiamento, però, non è piaciuto al segretario delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, che ha condannato Pyonyang per le sue parole e anche la Cina, da anni primo alleato della Corea del Nord, non ha gradito la notizia del test effettuato, asserendo di aver più volte richiesto ufficialmente la sua denuclearizzazione.

Ripercorrendo lo svolgimento dei fatti che hanno delineato la preoccupante situazione politica attuale, tutto è cominciato lo scorso 6 gennaio, quando la Corea del Nord ha annunciato ufficialmente di aver provocato una esplosione termonucleare, provocando un sisma di magnitudo 5,5, localizzato a 19 chilometri dal Sunjibaegam. Addirittura, l’evento è stato trasmesso sulle rete televisiva nazionale, anche se deve essere ancora verificata la veridicità delle immagini. La portata della notizia è decisamente allarmante, in quanto, a differenza degli altri test condotti nel 2006, 2009 e 2013, la bomba testata ultimamente è molto più potente di una bomba atomica e potenzialmente molto più distruttiva. L’esperimento condotto ha chiaramente l’intento di migliorare l’arsenale militare nord-coreano e, più volte, il Paese ha ribadito che non rinuncerà agli esperimenti nucleari finché l’America non terminerà la propria politica di aggressione, aggiungendo comunque che non utilizzerà in modo irresponsabile l’arsenale nucleare ed eviterà di trasferire le proprie conoscenze ad altri soggetti.

Gli studi condotti dalla Corea del Sud, inoltre, non hanno mostrato tracce di radiazioni imputabili a una testata nucleare, questo particolare farebbe pensare che l’esplosione sia avvenuta in una zona sotterranea, più difficilmente individuabile. Immediate, quindi, le contromisure prese a livello internazionale, con moniti dai Paesi alleati per un comportamento più consono.

 

Il team di BreakNotizie

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