Controlli dei NAS nei ristoranti di Roma: in un locale su quattro le condizioni igieniche sono carenti

Controlli dei NAS nei ristoranti di Roma: in un locale su quattro le condizioni igieniche sono carenti

- in Italia
661
0

Una serie di controlli effettuati dal nucleo dei NAS di Roma ha portato alla luce la surreale situazione di molti ristoranti della Capitale.

Da un rapporto ufficiale realizzato dall’unità speciale dei NAS dell’Arma dei Carabinieri è emerso che la metà dei locali ispezionati a Roma non è in regola, mentre uno su quattro denota gravi carenze dal punto di vista dell’igiene, se non addirittura la presenza di blatte e scarafaggi nelle cucine.

L’ESITO DEI CONTROLLI DEI NAS – Volendo citare il nome di un noto cooking show televisivo condotto da Antonino Cannavacciuolo, si potrebbe parlare di vere e proprie cucine da incubo. È infatti questa la fotografia che emerge da un’indagine effettuata, nel corso degli ultimi dodici mesi, da parte dei NAS (Nuclei Antisofisticazione e Sanità) su alcuni ristoranti di Roma. Nell’ambito di una serie di controlli, intensificati in concomitanza del Giubileo, l’unità speciale dell’Arma dei Carabinieri ha infatti portato alla luce una situazione al limite del surreale: molti dei locali messi sotto la lente di ingrandimento (alcuni dei quali proprio nel centro storico cittadino) non sono stati ritenuti in regola con la normativa vigente oppure, in un quarto dei casi, considerati carenti dal punto di vista delle condizioni igieniche. A impressionare, inoltre, è soprattutto il fatto che nella black list dei NAS sono finiti anche nomi di ristoratori insospettabili e che gestiscono dei locali rinomati a Roma e dintorni, quali Terrazza Barberini e La Fiorentina.

GRAVI CARENZE IGIENICHE – Al termine di un anno di controlli a sorpresa e indagini accurate, insomma, a preoccupare non sono le prevedibili “anomalie amministrative” e gli “esiti non conformi” di molte ispezioni, quanto soprattutto alcune scoperte-shock. In particolare, desta impressione la diffusa presenza di scarafaggi, blatte e altri insetti nelle cucine dei ristoranti, come pure il mancato rispetto delle più elementari norme igienico-sanitarie al momento di conservare e cucinare i cibi; pessima anche la pulizia degli ambienti, mentre sono state rilevate situazioni in cui i prodotti venivano serviti senza alcuna certificazione riguardo alla loro provenienza. In altri casi, è stata proprio la denuncia fatta dai clienti a insospettire i Carabinieri e l’ASL capitolina, accendendo i riflettori su un fenomeno che si è rivelato molto più diffuso di quanto si potesse immaginare: è stato questo il motivo che, nelle situazioni più gravi, ha portato al sequestro penale dello stesso ristorante o alla sua provvisoria chiusura in attesa della disinfestazione.

I NUMERI DEL RAPPORTO – Leggendo le cifre snocciolate all’interno del rapporto dei NAS, si apprende che le multe comminate sono state 521, mentre sono stati sequestrati beni (tra cui carne, olio e pesce) per un totale di 20mila euro. Non è tutto: sono ben 324 i titolari denunciati alle autorità competenti e, come accennato prima, per 33 di loro è attualmente in corso addirittura un’indagine penale. Stando a quanto spiegato alla stampa da alcuni esperti del Nucleo Antisofisticazione, “nella Capitale ci sono molte situazioni al limite della legalità anche se abbiamo comunque rilevato parecchi casi virtuosi”: la colpa sarebbe soprattutto delle liberalizzazioni che hanno consentito a diversi bar e rosticcerie di proporre menù da ristoranti, pur non avendo le carte in regola per farlo e offrendo quindi anche un servizio scadente alla clientela.

 

 

Il team di BreakNotizie

Commenti

commenti

You may also like

Il risveglio dell’Uomo ed il ruolo dell’Amore universale

Il mondo è dominato dai poteri occulti che