Contro lo smog arrivano i droni

Contro lo smog arrivano i droni

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Negli ultimi anni il problema dello smog nelle grandi città è arrivato ad occupare una buona fetta delle informazioni che ogni giorno vengono raccontate da giornali, telegiornali e mezzi di informazione su internet.


Lo smog e le polveri sottili in città come Roma e Milano, che detengono decisamente il record nazionale per quanto riguarda i fattori di rischio ambientale in ambiente urbano, sono percepiti sempre più come un serio problema per la salute umana. Nelle aree in cui la concentrazione nell’aria delle polveri sottili prodotte dai veicoli e dalle attività industriali, è stata dimostrata la maggiore incidenza di patologie legate alle vie aeree superiori e inferiori rispetto alle percentuali riscontrate in aree in cui lo smog non rappresenta una problematica. Tali dati spingono a ritenere assolutamente prioritario il monitoraggio delle condizioni ambientali urbane, in modo da poter applicare rapidamente delle contromisure nel momento in cui le concentrazioni di smog e polveri sottili superano i livelli di soglia massima oltre i quali il rischio per la salute umana è troppo elevato.

Per monitorare le concentrazioni nell’aria delle polveri sottili e dello smog, fino ad oggi sono state utilizzate delle centraline a terra, dislocate in diverse zone della città. Tali centraline analizzano l’aria della zona in cui sono poste e calcolano la concentrazione delle sostanze inquinanti, dando l’allarme in caso di superamento della soglia limite.
Questo sistema funziona alla perfezione, ma risente fortemente di alcuni parametri, che rendono l’utilizzo delle centraline fisse svantaggioso in diverse situazioni. Il problema principale risiede nel fatto che queste centraline sono fisse e non possono dunque essere spostate. Questo significa che le misurazioni e le analisi che effettuano riguardano unicamente l’area ristretta in cui si trovano, mentre le zone limitrofe non vengono analizzate affatto. Così facendo esiste un duplice rischio e potenziale di errore. Da una parte, la zona in cui si trova la centralina potrebbe non presentare livelli elevati di inquinanti a causa di specifiche condizioni localizzate, mentre le altre zone potrebbero aver superato i livelli di soglia senza essere viste. Dall’altra può avvenire il processo inverso, cioè può essere dato l’allarme generale quando in realtà la concentrazione di inquinanti nell’aria è elevata unicamente nella zona della centralina.

Per risolvere questo problema, durante il Roma Drone Conference 2015-2016 del 20 Gennaio si è discussa la possibilità di utilizzare dei droni al posto delle centraline fisse per monitorare la concentrazione nell’aria di smog e polveri sottili.
L’utilizzo dei droni ha moltissimi vantaggi. Il principale tra questi riguarda proprio la mobilità che si contrappone alle centraline. I droni infatti possono monitorare vaste aree in modo uniforme, restituendo valori medi che sono meno soggetti ad errore causato dalla possibile presenza di condizioni microclimatiche localizzate che influenzano la registrazione dei dati. Con i droni possono essere monitorate diverse altezze nella colonna d’aria che sovrasta la città e forniscono quindi dei dati più completi e affidabili.
Per questi motivi ci si aspetta che nel giro di poco tempo i droni andranno a sostituire completamente le centraline fisse per il monitoraggio dell’aria.

 

Il team di BreakNotizie

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