Conoscere l’ego e prendere consapevolezza di sé!

Conoscere l’ego e prendere consapevolezza di sé!

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L’ego è un termine molto spesso abusato e ricoperto di ampie sfumature a livello psicologico e spirituale. In realtà l’ego è la conoscenza che abbiamo su noi e di noi stessi, dal nostro livello di consapevolezza attuale. Si basa su credenze riguardo a noi stessi, agli altri e su esperienze passate.

L’ego è la maschera che usiamo per rapportarci con la realtà, è quello che crediamo di essere, ovvero tutto ciò che ci dà un senso illusorio di identità. È formato da quel che crediamo riguardo al nostro corpo, alle nostre emozioni e la capacità di esprimerle, ai nostri desideri, all’intelletto, a tutto quello che abbiamo imparato per imitazione diretta o che abbiamo appreso come modelli dalla società, ed anche dai ruoli che compiamo e con cui ci siamo identificati.

In pratica si fronteggia a quel che possiamo chiamare Anima o Sé Superiore, ovvero il nucleo centrale del nostro essere, la parte divina che è perennemente uno stato di gioia e pace autentica. Il Sé e l’ego sono ambedue centri creativi ed attivi della nostra coscienza; il contatto con il Sé ci guida verso il nostro centro divino e l’unità, mentre l’io inferiore ci dirige fuori strada, facendoci identificare con le nostre difese, con le nostre maschere e con l’essere separati. Tuttavia, l’ego non è né buono né cattivo, è semplicemente una parte di noi che esige attenzione, è una parte inconsapevole che si relaziona con il mondo secondo la legge di polarità,”io e gli altri”, nutrendosi del dualismo. L’amore e la consapevolezza sono gli strumenti fondamentali non per liberarsene, ma per capirlo e gestirlo.

Molte delle convinzioni che crediamo essere nostre sono in verità credenze che provengono dalla morsa dell’ego e che derivano da queste tre credenze di base consolidate nel Sé inferiore di ognuno:

Sono ciò che possiedo
Sono separato da tutti
Sono separato da Dio

L’ego può essere identificato anche con ciò che possiamo chiamare inconscio inferiore, il quale si esprime per mezzo di sub-personalità, le quali sono a volte descritte come caratteristiche della personalità. In realtà sono forze energetiche che nutriamo e che attiviamo dentro di noi, o meglio, che ci rendiamo conto solo attraverso la polarità. Eccone alcune delle sub-personalità più comuni:

vittima – aggressore
controllore – dipendente
perfezionista – superficiale
compiacente – permaloso
indagatore – colpevole
genitore – bambino
spavaldo – pauroso

In ogni settore della nostra vita, siamo abituati ad attivare una specifica sub-personalità, in cui spesso rimaniamo intrappolati per anni, o perfino tutta la vita, senza mai comprendere che più diamo energia ed attenzione ad una delle polarità, più invitiamo alla manifestazione dell’altra polarità nella nostra vita.

L’esempio classico è quello della vittima-aggressore: ogni aggressore troverà sempre la sua vittima e ogni vittima troverà sempre il suo carceriere, affinché non comprenderanno come uscire dal ruolo. Esiste una caratteristica dell’ego che è forse la più dannosa di tutte e che può influenzare negativamente pure la nostra vita materiale: esso vuole avere sempre ragione. Non soltanto nei confronti faccia a faccia con i familiari, gli amici, i colleghi o gli sconosciuti, ma anche nel modo più ingannevole: ci illude di avere ragione per evitarci di mettersi in discussione, di poter cambiare le nostre credenze su di noi, sulla vita e sul mondo, e in questo senso ci fa rimanere nella zona di comfort.

Quando l’aver ragione e il difendere il nostro punto di vista diventa il nostro valore principale, saremo disposti a sacrificare le opportunità di crescita, di guadagno, di benessere, pur di difendere le nostre credenze; o se non altro saremo in grado di coglierle fino a quando queste non entrano in conflitto con le nostre convinzioni più profonde. L’ego ha necessità in qualche modo di dominare per sentirsi al sicuro; attraverso la lotta, le parole, i gesti, le ideologie, anche al prezzo del nostro benessere o addirittura della nostra vita.

Il suo scopo non è tanto quello di farci provare “piacere”; semmai un “piacere negativo”, ma evitare qualsiasi cambiamento, interiore od esteriore, che potrebbe turbare il suo equilibrio e farci uscire dagli schemi di pensiero e comportamenti accertati. L’ego viene a volte in modo errato correlato al piacere, in realtà esso si nutre della sofferenza passata, tentando di riprodurla costantemente ed è fortemente contrario al flusso naturale della vita: seguirla significherebbe la morte della sua esistenza come io separato.

In questo senso l’ego attua un sistema di difesa naturale. Quando ci poniamo sulla difensiva, diventa più importante per noi provare che l’altro ha torto e che noi abbiamo ragione anziché scoprire gli elementi di verità, ovvero lo specchio e l’insegnamento dietro quello che ci accade.

In verità il nostro vero Sé non può essere in pericolo, perché non può morire. Il pericolo che percepiamo è rivolto contro il nostro io, al quale siamo attaccati come al nostro corpo. Come si affronta l’ego? Se decidi di combatterlo, lo rafforzerai, ricorda che si tratta solo di un attore, invece tu sei un osservatore neutrale. Il tuo ego è perfetto così com’è: svolge soltanto la sua funzione. Non entrare in lotta con lui, ma cerca di capirlo. Solo così fai sapere al tuo ego che non è un problema nella tua vita e come risultato otterrai che ti lasci sempre più in pace se lo desideri.

È necessario riconoscere il nostro ego, in tutte le sue forme in cui si presenta, riconosciamo che è una parte di noi, esso può presentarsi con numerose maschere: non importa che siano apparentemente buone, ovvero più socialmente accettabili (maschera della vittima, del compiacente, del bambino, ecc.) o cattive (aggressore, indagatore, permaloso, ecc.): tutte racchiudono in sé la polarità opposta e prima o poi ti troverai a sperimentarle entrambe. L’importante è sapere che tu non sei quella maschera, ma possiedi quella maschera, niente di più e niente di meno di quanto possiedi un vestito. Se un vestito del tuo guardaroba non ti piace più, che fai, ti metti a criticarlo o a disprezzarlo? Sicuramente è più sensato scegliere di rifiutarlo e di indossare qualcosa con cui ti senti più a tuo agio.

Il potere dell’ego deriva sempre dall’inconscio; nel momento in cui mi identifico con il mio Sé individuale, sono in grado di prendere le distanze dalle sue dinamiche e posso essere in grado di gestirlo a mio vantaggio. Non preoccupiamoci se anche dopo aver praticato diverse tecniche e tanti esercizi, l’ego si affaccia in varie circostanze della nostra vita. Più innalziamo la nostra vibrazione e più tutto quello che non vibra alla stessa frequenza si manifesta per essere riconosciuto e lasciato andare.

Accettiamo e permettiamoci all’inizio di poter anche vivere di tanto in tanto la maschera, pur sapendo che si tratta di un’illusione, per fare questo con abilità è necessario capire in che modo i nostri pensieri, convinzioni e immagini ricreano modelli negativi ripetitivi e circoli viziosi nella nostra vita. Un efficace esercizio è quello di sforzarci, quando ci accorgiamo in tempo della sub-personalità egoica che stiamo attivando, di uscire dalla solita modalità: facciamo un gesto o diciamo qualcosa di inatteso. Questo può bastare a cambiare l’energia e a ricordarci che la vita è un teatro che ci manda in scena sempre gli attori più pronti per la parte che devono svolgere.

L’ultimo passo è quello della trasformazione, che può avvenire solamente supplicando l’amore e la pace dall’interno. Rinunciamo nel voler avere ragione, colleghiamoci al Sé superiore, magari supplicandolo prima di andare a dormire, al fine di aiutarci a lasciar andare la parte di noi che ci crea sofferenza o che non è più evolutiva per noi. Non dimentichiamoci di ringraziare e abbracciare quella parte come se fosse un valore.

L’ego ha anche molti doni da offrirci, esso si lega alla consapevolezza di sé, come essere incarnato, ci ricorda quali sono i nostri confini fisici, emozionali ed energetici, permettendoci di mettere un limite di fronte alle richieste e alle pretese altrui. Può servire quindi come strumento per dirigere l’amore incondizionato che abita dentro di noi facendo sì che questo si trasformi in un’energia che rafforzi e potenzi i nostri canali energetici invece di privarci di risorse, tempo e mezzi dedicandoli solo agli altri.

L’ego, in quanto simbolizzato dal terzo chakra, è anche unito positivamente alla volontà individuale, all’intelligenza ed all’intelletto, alla conoscenza, all’umorismo, alla chiarezza. Lavorare a livello energetico può essere molto importante per lasciar andare la presa dell’ego, delle sub-personalità e delle loro emozioni trattenute.

 

 

 

 

 

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