Come riconoscere i sintomi di carenza da acido folico

Come riconoscere i sintomi di carenza da acido folico

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La carenza da vitamina B9 è una delle più comuni e al contempo più sottovalutate: vediamo come riconoscerne i sintomi e come integrarla naturalmente

L’acido folico è una vitamina appartenente al gruppo B che aiuta l’organismo nella sintesi del DNA e delle proteine e nella produzione di globuli rossi. È fondamentale per il corretto funzionamento del cervello ed ha un ruolo molto importante per la salute emotiva e mentale. Essendo legato alla produzione di DNA e RNA è essenziale durante i periodi di crescita come l’infanzia, l’adolescenza ma anche la gestazione. L’acido folico lavora in sinergia con la vitamina B12 per la corretta formazione di globuli rossi e per la funzionalità del ferro.

Noto anche come vitamina B9, vitamina M o folacina, si tratta di un composto idrosolubile che non permane nell’organismo e viene regolarmente espulso attraverso l’urina, per questo motivo è necessario reinserirlo in maniera costante attraverso l’alimentazione. I cibi di origine animale, ad eccezione del fegato, sono poveri di acido folico e le fonti vegetali che ne sono ricche spesso non vengono assunte in quantità ed in maniera adeguata, ossia a crudo. Altre cause che determinano livelli insufficienti di acido folico, oltre ad un’alimentazione poco variata, sono la sindrome del colon irritabile, la celiachia e l’alcolismo. Si tratta del tipo di carenza più comune nel gruppo di vitamine B e spesso viene totalmente ignorata o sottovalutata. Ma quali sono i sintomi riconoscibili di carenza da acido folico? Vediamoli insieme.

Lingua gonfia e ulcere nella bocca. Si tratta dei sintomi più comuni fra chi soffre di carenza di acido folico. La lingua diviene più rossa e gonfia e spesso compaiono fastidiose lesioni, come gengiviti, ulcere e afte. Al contempo, si riduce il senso del gusto: la lingua, gonfiandosi, diventa meno sensibile e sembra che i cibi perdano sapore.

Complicazioni gastrointestinali. Livelli minimi di folacina nell’organismo rendono limitata la produzione di globuli rossi, causa di anemia. Questo aspetto si ripercuote anche a livello intestinale: non sono rari i casi di indigestione e diarrea in chi presenta carenza da acido folico.

Debolezza e stanchezza cronica. Altra diretta conseguenza dell’anemia causata da un livello troppo basso di vitamina B9 è un senso diffuso di affaticamento e debolezza. Questo perché, producendo meno globuli rossi, responsabili del trasporto di ossigeno sino alle zone periferiche del corpo, l’organismo ne risente visibilmente. Alla stanchezza spesso si accompagna un senso di vertigine e fiato corto.

Problemi di concentrazione. Anche il cervello risente della carenza di acido folico e di una conseguente minor ossigenazione: un abbassamento significativo di questa vitamina rende meno reattivi e crea difficoltà di concentrazione e memorizzazione.

Dolori diffusi. Nei casi più gravi di insufficienza da folacina, l’anemia conseguente può dar vita a mal di testa, dolori articolari e un dolore diffuso a tutto il petto.

Le fonti alimentari più ricche di acido folico sono le verdure a foglia scura, le crucifere, i pomodori, gli agrumi, i kiwi, i legumi, i cereali, il lievito di birra ed il fegato di vitello. Frutta e verdura andrebbero consumate preferibilmente crude, in modo da mantenere inalterate le proprietà organolettiche e preservare i folati in esse presenti, che con la cottura verrebbero distrutti. Il fabbisogno giornaliero di acido folico può variare in base all’età e al sesso: per gli adulti la quantità giornaliera raccomandata è di 0,2 mg, doppia se si tratta di donne in stato interessante (almeno 0,4 mg).

Il Team di Breaknotizie

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