Come riconoscere gli alimenti OGM da quelli biologici

Come riconoscere gli alimenti OGM da quelli biologici

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Impariamo a distinguere i cibi OGM e ad evitarli il più possibile: ecco alcuni consigli utili e perché dovremmo puntare di più sul biologico, anche se esteticamente meno allettante. 

Gli alimenti OGM sono indubbiamente molto attraenti alla vista e ciò attira possibili acquirenti: d’altronde come dire di no di fronte ad un frutto lucido, dalle forme perfette, grande e all’apparenza delizioso? Si tratta purtroppo di un meccanismo ben radicato nel comune pensiero, d’altronde viviamo nell’epoca dell’apparire e questo discorso si può applicare anche al nostro cibo, che altro non è che l’espressione dell’era di consumismo e profitto che viviamo. Come distinguere, allora, gli alimenti abbelliti “artificialmente”, da quelli naturali? Ecco alcuni punti da tenere in considerazione quando si va a fare la spesa.

Bello non vuol dire necessariamente sano. Non fidiamoci di frutta e verdura dalla bellezza e perfezione evidente: anche dietro un’invitante mela lucida si nasconde, ad esempio, l’impiego di cere nocive per salute, contenenti allergeni, coloranti e fungicidi. Meglio prediligere prodotti di dimensioni più ridotte, magari di forma non troppo perfetta e con qualche piccola ammaccatura: molto probabilmente non si tratta di OGM.

Evitare la grande distribuzione. Per acquistare cibo fresco è preferibile evitare i grandi supermarket: per quanto comodi, sono la causa principale del tracollo alimentare attuale. La maggior parte delle grandi catene hanno a cuore unicamente il proprio profitto e non di certo la cura degli alimenti venduti e la salute dei consumatori.

Diffidare dalle confezioni appariscenti. Se non è possibile fare a meno di acquistare nelle grandi catene, occorre fare comunque attenzione a confezioni ed imballaggi eccessivamente pubblicizzati. Il motivo? I costi di produzione per gli alimenti scadenti sono sempre molto bassi e ciò significa maggiore profitto, di cui una parte sarà investita su packaging e pubblicità accattivanti.

Acquistare sempre verdura e frutta di stagione. Sino a qualche anno fa mangiare fragole a dicembre era a dir poco impensabile. Oggi nemmeno ci facciamo più caso, e spesso nemmeno ci accorgiamo che la frutta e la verdura fuori stagione non è nemmeno così buona: in genere si tratta di prodotti cresciuti in serra, magari di dimensioni maggiori ma con molto meno sapore. Acquistare prodotti fuori stagione, nella maggior parte dei casi, vuol dire comprare prodotti importati, non locali, spesso di provenienza dubbia. Che fare allora? La natura fa le cose per bene e per ogni stagione è capace di garantirci il giusto nutrimento e vitamine da varie fonti. Alle fragole “invernali”, la prossima volta, meglio preferire una cassetta di arance. Ne beneficerà anche il portafogli.

Differenti dimensioni tra una fragola acquistata al negozio (a sinistra) ed una fragola coltivata a casa (a destra). Fonte: bonnieplants.com

Controllare sempre la provenienza dei prodotti. I principali Paesi produttori di alimenti OGM sono notoriamente Stati Uniti, Brasile, Argentina, India, Canada e Cina. Gli Stati Uniti sono il Paese con maggiore superficie al mondo coltivata con Ogm: ben 73,1 milioni di ettari.

Trovare dei fornitori di fiducia a chilometro zero. Bisogna tornare all’agricoltura, valorizzare la nostra terra, non solo come produttori, ma anche in veste di consumatori. E non soltanto per una questione di economia locale, ma anche per prendersi maggiore cura di se stessi. Se non si ha la possibilità di coltivare un proprio orticello si possono cercare dei fornitori di fiducia nella propria zona: piccoli agricoltori, aziende biologiche a conduzione familiare. Sapevate che gli operai della Monsanto hanno dichiarato apertamente di essere i primi a non consumare i propri prodotti? Perché allora dovremmo farlo noi? Riflettiamoci.

Il Team di Breaknotizie

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