Come aiutare i propri figli a fare una scelta vegana

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Un genitore vorrebbe sempre poter proteggere i propri figli, ed indirizzare le loro scelte di vita nella direzione che ritiene più giusta. Non sempre, però, i figli sono disposti ad ascoltare le parole di un padre o di una madre, un po’ per la naturale ribellione che si crea tra generazioni diverse, e un po’ per cattiva informazione.
Questo accade sovente in campo alimentare. Molti genitori che si informano e leggono iniziano ad optare per una dieta diversa da quella prettamente carnivora: anche se non compiono la scelta di diventare vegetariani, o addirittura vegani, iniziano ad eliminare determinati alimenti dalla propria tavola. I motivi per cui prendere una simile decisione sono molteplici. Da una parte c’è la necessità di tutelare la salute del proprio organismo ingerendo solo cibi davvero genuini. Dall’altra c’è un motivo di tipo etico, che risiede nel rifiuto di volersi cibare di creature viventi, le quali, tra l’altro, sono brutalmente macellate solo per il consumo umano.

Come si dovrebbe comportare una madre che volesse trasmettere i suoi valori in campo alimentare ad una figlia? L’impresa non è semplice, anche perché viviamo in una società che impartisce degli input ben diversi. In genere, infatti, un ragazzo viene abituato a mangiare di tutto, perché nella case dei loro nonni vige ancora una cultura alimentare di tipo tradizionale. Una madre che invece volesse indirizzare la propria figlia verso una dieta di tipo vegano avrebbe ben poche armi per contrapporsi ad un sistema che va contro le sue scelte.

Chiaramente, il business del consumo di carne animale è tale che l’economia del mondo in cui viviamo non potrà mai osteggiarlo. Fortunatamente, esistono altri mezzi per sensibilizzare le coscienze, come ad esempio la possibilità di vedere con i propri occhi quello che accade in un macello dove vengono uccisi gli animali destinati alle tavole degli italiani. Constatare con i propri occhi a quali sofferenze e atrocità maiali, mucche e altri animali vengono sottoposti, solo per riempire la pancia di persone che potrebbero nutrirsi dei frutti della terra, può essere di certo un grande incentivo a smettere di mangiare la carne.

Quello che invece va sempre evitato è il metodo coercitivo: imporre ad una ragazza di mangiare solo frutta o verdura creerebbe in lei la volontà opposta, ovvero quella di diventare carnivora, rifiutando ogni cibo diverso dalla carne. Solo creando una nuova coscienza civica, facendo comprendere che il consumo di carne animale ha poco o nulla a che vedere con necessità reali, ma che si lega soprattutto ad un sistema consumistico volto a sfruttare l’ambiente, si potrà dare vita anche ad una nuova generazione di persone, più consapevoli ed informate.

Anche Cicerone, in tempi antichi, quando ancora la macellazione non era diffusa su scala così ampia come oggi, ricordava a tutti che la crudeltà e la sofferenza imposte ad un altro essere vivente non si possono giustificare in nessun modo. Al giorno d’oggi, quando esistono così tante alternative e la caccia non è più l’unico modo di procacciarsi il cibo, è un imperativo morale nutrirsi nel modo più corretto per conservare i delicati equilibri del mondo.


http://www.pazienti.it/blog/veganismo-07102014