Cina, crisi economica: aumentare il deficit per favorire la crescita

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Anche la Cina si trova costretta a fare i conti con la crisi economica, ma il Governo non ha alcuna intenzione di assistere passivamente ad una brusca frenata della crescita. L’unica soluzione, dunque, sembra essere l’aumento del deficit.

I dati parlano chiaro ed il Governo cinese sta iniziando a mettere in atto misure volte alla crescita. Stando alle proiezioni, pare, infatti, che dal 2015 al 2020 il PIL della Cina aumenterà solo di circa 7 punti percentuali all’anno. Tale tasso di crescita è, senza alcun dubbio, il più basso degli ultimi 25 anni e desta molte preoccupazioni sia sotto il profilo dell’economia finanziaria che di quella reale. Il Governo, dal canto suo, pare avere le idee chiare: l’unica soluzione per evitare il blocco della crescita è l’aumento del disavanzo di ben 10 punti percentuali. La Banca Centrale, però, non sembra essere dello stesso avviso e, seppur con non poca cautela e con molto ottimismo, ha palesato l’esistenza di una bolla finanziaria.

La ricetta per la crescita è sempre la stessa: incentivi fiscali in cambio di investimenti. Le stime negative, infatti, hanno spinto il Governo cinese ad annunciare riforme fiscali per consentire all’economia cinese di mutare in maniera razionale e passare da un sistema basato sulle esportazioni ad un modello basato, invece, sui consumi interni. Proprio questo, dunque, è il punto cruciale della crisi economica cinese che, comunque, per il momento, risulta essere decisamente sotto controllo.

Il paragone con molti Paesi dell’UE è immediato e gli esperti già dichiarano che i prossimi anni saranno particolarmente complessi e vedranno palesarsi la necessità di mettere in atto riforme strutturali in modo da arginare i danni di una crisi che potrebbe mostrarsi sempre più feroce. Di sicuro, l’idea di agire sul disavanzo è nata sulla scia dei percorsi intrapresi dai Paesi occidentali per fare fronte ad una stagnazione particolarmente preoccupante. Per adesso, i dettagli delle riforme che il Governo cinese metterà in atto non sono state rese note ma pare che le risorse ottenute dal disavanzo potrebbero essere destinate ad incentivare i consumi.

Ovviamente, le autorità non hanno perso tempo e si sono adoperate per dare forma ad interventi di repressione grazie ai quali riuscire a prevenire eventuali turbative dei mercati in modo tale da sostenere i listini internazionali scongiurando il cosiddetto rischio contagio. Proprio le autorità, infatti, hanno dichiarato di aver messo in atto misure volte alla stabilizzazione dei mercati. Come è noto, il Governo non avrebbe la facoltà di intervenire in tale settore se non in casi di emergenza ed evidentemente tale circostanza pare essere del tutto fuori controllo. Dalle dichiarazioni ufficiali si apprende, poi, che la bolla finanziaria può essere agilmente gestita dalle autorità e, quindi, non resta che attendere qualche timido segnale di stabilità.

In sintesi: la Cina è alle prese con una crisi finanziaria che, in breve tempo, potrà avere ricadute anche sull’economia reale ed il Governo non ha alcuna intenzione di stare a guardare. Ma basteranno misure volte alla crescita per salvare l’economia cinese e, con essa, l’economia mondiale?

Il team di BreakNotizie