«Chiude» L’azienda (“lo Stato federale”) USA e sta cominciando la caduta libera globale “stile domino”

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In questo blog parlavo da tempo che questo succederà. Non sapevo in che modo e con quale motivazione ma era inevitabile. Tutti quelli che seguivano eventi internazionali economici e politici in ultimi 2 anni potevano prevedere quello che oggi comincia a succedere. Io non aspetto che qualcuno crede in mie parole, ma spero che tutti cominciano a cercare le  informazioni nascoste dietro le parole cifrate lette o ascoltate nelle media ufficiali.

Le informazioni dai blog liberi davano le informazioni molto più chiare e concrete ma spesso queste informazioni tanti lettori mettevano in cestino come teorie cospirazioniste.

Per tutti informati davvero, questo che cosa sta succedendo ADESSO non è nessuna sorpresa.

Loro sano che dal 1933. tutti i stati sono registrati come aziende.

Per quelli che non sono informati e desiderano sapere che cosa sta succedendo davvero non posso dare una spiegazione in poche parole, ma posso caldamente consigliare di dedicare il tempo ai loro studi di verità nascoste e che sono uscite al luce del sole.
http://risvegliodiunadea.altervista.org/?p=2040

 

http://risvegliodiunadea.altervista.org/?p=1914

 

Allora, ripeto, perchè è molto importante per comprensione dei eventi attuali:

 I governi sono stati Corporazioni. Il fenomeno del governo aziendale è dimostrato non solo dal modo in cui “i governi” si comportano come beneficiari (non come fiduciari) del Trust governo, ma documenti legali anche lo dimostrano! Gli Stati Uniti, il Canada, l’Australia, il Regno Unito, la Francia, l’Italia, il Brasile, il Giappone, il Sud Africa …. e l’elenco potrebbe continuare …. tutti sono entità societarie statunitensi, registrate come tali presso United States Security & Exchanges Commission (SEC)… e operano in quanto tali a nostre spese. “Il sistema” è oligarchico in natura, in quanto è orientato solo al profitto di “pochi”, mentre il resto di noi lavorano per sostenerlo.

 

Tra quelle corporazioni (aziende) esisteva una rete di collegamento. Se arriva il crollo di solo una delle azienda in questa rete questo si riflette  su tutte le altre.

Ecco questo è ragione perchè nel titolo di questo articolo ho usato il termine –  caduta libera globale “stile domino”

 

Quelli effetti che  adesso vediamo che succedono in America, tra molto poco tempo ( pochissimo tempo) comincerà a succedere anche qui in casa nostra.

Allora vediamo che cosa e successo stamattina in America

GUARDA IL VIDEO in italiano

http://www.tgcom24.mediaset.it/2013/video/congresso-divisa-chiude-lo-stato_2000117.shtml

In inglese

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=n9uGw2pzukg[/youtube]

Qui è articolo in inglese che spiega tutti gli effetti che già da oggi dalle 6 di mattina (ora italiana) stano colpendo America

http://rt.com/usa/us-government-shutdown-effects-550/

 

CORRIERE DELLA SERA scrive

«Avrà l’impatto peggiore
dalla II Guerra Mondiale». A rischio 800 mila statali

WASHINGTON – Chiude lo Stato federale Usa. Il Congresso non ha trovato un’intesa sul finanziamento della macchina statale, provocando lo «shutdown», appunto «chiusura». È un durissimo colpo alla ripresa economica Usa e mondiale. L’ultima «chiusura» risale a 17 anni fa e costò 2 miliardi di dollari: ora ci sarà un «impatto immediatamente su tutta l’economia, il peggiore dalla seconda guerra mondiale». Così il presidente Barack Obama fa sentire la sua voce sulle conseguenze dello shutdown, che a causa del mancato accordo fra repubblicani e democratici sul bilancio provvisorio è scattato alla mezzanotte americana (le 6 di mattina in Italia). In seguito al blocco dei fondi, circa 800mila lavoratori statali non riceveranno più stipendio, ci sarà la chiusura di musei, degli sportelli ministeriali e persino dei parchi naturali in tutti gli States.

 

IL MESSAGGIO ALLE TRUPPE – «Voi e le vostre famiglie meritate molto meglio delle disfunzioni che abbiamo visto al Congresso». Obama, in qualità di Commander in Chief, ha inviato alle truppe americane, attraverso la tv delle Forze armate, un videomessaggio molto forte, pochi istanti dopo la «chiusura» dello Stato federale. Una mossa dal forte significato simbolico che spiazza inevitabilmente la destra repubblicana, tradizionalmente molto vicina alle Forze armate, e rilancia il profilo di un presidente all’attacco, che si batte contro i politicanti di Washington, a difesa di chi si batte e si sacrifica per la libertà e la sicurezza dell’America. Obama rassicura che i militari in servizio non saranno colpiti dallo shutdown. Tuttavia, avverte che il personale civile potrebbe essere ridotto. Quindi si augura che presto il Congresso rinsavisca e trovi un accordo prima possibile.

LO SCONTRO SULL’OBAMACARE – Lo shutdown è stato provocato dal durissimo muro contro muro tra Casa Bianca e partito repubblicano sul budget. Ma il vero scontro è sulla riforma sanitaria: il «Grand Old Party», che ha la maggioranza alla Camera, ha deciso di bloccare ogni finanziamento alla controversa Obamacare, proponendo un via libera ai fondi a patto che si ritardasse di un anno l’entrata in vigore della celebre riforma, prevista proprio oggi, martedì 1 ottobre. Di contro, Barack Obama e il partito democratico non si sono piegati, tenendo il punto e difendendo l’immediata applicazione di una legge approvata tre anni fa al termine di una battaglia campale e che oggi avrà effetti concreti per la vita di circa 35 milioni di americani.

NO RASSEGNAZIONE – «Non sono affatto rassegnato a una paralisi dello Stato», aveva spiegato il presidente americano a poche ore dalla scadenza per l’innalzamento del tetto del debito in Usa. Il tutto mentre i repubblicani continuavano a fare muro contro il governo. Lo Speaker repubblicano alla Camera, John Boehner aveva chiarito infatti di non voler fare marcia indietro sulla richiesta di rinvio della riforma sanitaria: «La Camera ha fatto il suo lavoro», avvertiva, invitando i democratici a votare per il provvedimento repubblicano. A loro volta i democratici, che controllano il Senato, hanno respinto la proposta repubblicana, chiedendo alla Camera di approvare un bilancio provvisorio per il 2014.

POSTI DI LAVORO A RISCHIO – E intanto si fanno i conti su quanto costerebbe al paese il primo «shutdown» dal 1996, quando in carica c’era il presidente Bill Clinton. Come riporta ilWashington Post, la chiusura parziale delle agenzie federali potrà costare circa 200 milioni di dollari al giorno alla regione della capitale Washington, quella con più alta concentrazione di dipendenti pubblici e appaltatori federali. Inoltre, oltre 800mila dipendenti pubblici potranno essere a vario titolo subire l’effetto negativo di uno «shutdown». Secondo Stephen Fuller, direttore del Center for Regional Analysis della Mason University, la paralisi federale peserà anche sul turismo, da cui deriva buona parte degli introiti della regione, specie se saranno chiusi musei, il National Zoo e le altre attrazioni locali. Tuttavia gli effetti negativi non si sentiranno subito: «l’economia non patirà molto a meno che lo shutdown non duri per tre o quattro settimane, ma per l’area di Washington è uno tsunami», ha detto Fuller, tanto più che il «sequester», i tagli automatici alla spesa pubblica scattati lo scorso marzo, ha già provocato danni sensibili alle casse della regione.

 

Quello che dobbiamo capire è che non esiste nessuna ragione per andare in panico. 

Dobbiamo vedere tutto questo come la caduta di un sistema che teneva in schiavitù tutta  l’umanità di questo pianeta.

In contrario del panico, dobbiamo preparare lo champagne per stapparlo e cominciare festeggiare alla nascita di un sistema nuovo a misura di essere umano.

 

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=FKHZ_xWNLg0[/youtube]

Tanja