Che fine ha fatto la libertà di stampa in Italia?

Che fine ha fatto la libertà di stampa in Italia?

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La stampa italiana ha seguito la campagna elettorale americana dando una visione di parte e faziosa dei candidati: e lo stesso accade per molte altre notizie che hanno uno sfondo politico.

All’indomani della campagna elettorale per la Casa Bianca più cruenta e scorretta che gli USA ricordassero da decenni, il mondo intero si è svegliato scoprendo che il 45esimo Presidente degli Stati Uniti d’America è Donald Trump. A questa notizia in Italia si è registrato un vero e proprio shock. La notizia della vittoria di Trump sembrava quasi una burla! Ma, anche se è innegabile che il leader degli USA ha importanza internazionale, perché a noi italiani ha fatto tanto effetto la notizia della sconfitta di Hillary Clinton?

La risposta sta nel modo in cui i giornalisti, tanto quelli televisivi che quelli della carta stampata, hanno trattato tutta la vicenda. Per mesi Hillary Clinton è stata beatificata, osannata come se fosse l’unica scelta possibile per gli americani. Trump, al contrario, è stato presentato come un uomo rozzo, volgare e razzista, una sorta di summa di tutti i peggiori difetti del genere umano.

Ben consapevoli che ogni persona assomma in sè aspetti positivi e aspetti negativi, perché è stata fatta una radicalizzazione così estrema di questi due personaggi? E soprattutto, perché la stampa italiana ha così clamorosamente preso posizione, facendo sostanzialmente campagna elettorale a favore della Clinton? img_2473986667558083.jpg

La risposta sta in una classifica che recentemente è stata stilata a livello mondiale, e che posiziona i vari Paesi in base al livello di libertà di stampa posseduta. L’Italia è tra gli ultimi in classifica, fianco a fianco di nazioni nelle quali vigono regimi dittatoriali. Il che fa pensare che in fondo in fondo anche nella nostra “democrazia” si sia instaurata una dittatura, e per essere più precisi una dittatura mediatica.

Ormai è piuttosto evidente che l’informazione, specie quella delle reti di Stato (per le quali i cittadini pagano anche un canone di abbonamento), viene manipolata dalla sinistra. Basti osservare il modo in cui si parla del referendum che si terrà in Italia il prossimo 4 dicembre 2016. Le posizioni che vengono presentate come “buone e giuste” sono solo quelle dei sostenitori del Sì, guarda caso di sinistra. Le ragioni del No spesso vengono ignorate, e coloro che le sostengono vengono dipinti come retrogradi che cercano di impedire il progresso del Paese, negando una riforma costituzionale peraltro di dubbia efficacia.

La stessa cosa è stata fatta in molte altre occasioni: tanto per citarne una in concomitanza con la Brexit, ovvero con la decisione del popolo britannico di uscire fuori dalla Comunità Europea. La Brexit è stata dipinta come una sorta di apocalisse, e le persone che l’hanno voluta come dei parrucconi senza alcuna visione del futuro.

Ma più di ogni altra manipolazione, parlano i fatti. Tanto nel caso della Brexit che in quello della vittoria di Donald Trump è accaduto qualcosa di innegabile: a prevalere è stata la volontà popolare. Per quanto si possano falsificare le informazioni, la gente vive nella realtà e si confronta con essa. Nessuna bugia può nascondere la verità, non per sempre.

Certo è che la cattiva informazione che la televisione italiana diffonde ad ogni ora da ogni canale crea nella mente dei cittadini meno scaltri una visione distorta delle cose, che si può contrastare solo sviluppando un maggior senso critico e cercando di informarsi da altre fonti, meno ufficiali ma proprio per questo più libere da condizionamenti.

 

 

Il team di BreakNotizie

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