Cecilia Malmström, negoziati TTIP: il mio potere non è legittimato dai cittadini

Cecilia Malmström, negoziati TTIP: il mio potere non è legittimato dai cittadini

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Il commissario del commercio Cecilia Malmström non ha esitato ad esprimere la propria opinione in merito alle numerose critiche mosse dall’opinione pubblica riguardo all’accordo relativo al libero scambio.

Stando a quanto dichiarato dalla donna, infatti, essendo il suo mandato non legittimato dal consenso popolare, non è affatto necessario dover tenere conto di ciò che pensano i cittadini. I negoziati in merito al Transatlantic Trade and Investment Partnership, dunque, possono continuare anche se l’opinione pubblica non sembra essere affatto d’accordo con tale decisione.

Solo lo scorso anno, ad esempio, circa 3 milioni di cittadini residenti in tutta Europa hanno apposto la propria firma alla petizione contro questo accordo e sono state migliaia le manifestazioni di protesta organizzate nei vari Stati. Tra queste vi è stata, ad esempio, quella di Berlino alla quale hanno preso parte circa 250.000 cittadini.

Dopo l’affermazione di Cecilia Malmström una domanda sorge spontanea: se non sono i cittadini a legittimare il suo potere allora a chi deve essere attribuita questa responsabilità? Inoltre, è opportuno ricordare che tutti i commissari europei hanno il dovere di rappresentare i Governi legittimamente eletti dai cittadini e, dunque, devono rispettare le opinioni dei popoli.

Nonostante ciò, la Commissione sta portando avanti i negoziati senza alcun genere di timore e, soprattutto, senza coinvolgere i vari Governi, i parlamentari e, soprattutto, i cittadini. Il fatto è che la Commissione non dovrebbe agire in questo modo ma, al contrario, avrebbe il dovere istituzionale di coinvolgere i Governi e, quindi, indirettamente, tutti i cittadini europei nelle decisioni da prendere. Le proteste nei confronti dell’accordo a cui sta lavorando Cecilia Malmström, però, non sembra affatto che possano essere tenute in considerazione e, pertanto, i fondamenti della comunità europea si stanno lentamente ed irrimediabilmente sgretolando di fronte ad un potere economico fatto di lobby e di interessi.

Stando a quanto rivelato da un rapporto diffuso da War on Want, pare che Cecilia Malmström riceva ordini da varie lobby di potere sorte nei pressi di Bruxelles. La stessa Commissione non nega che la commissaria abbia rapporti con soggetti quali, ad esempio, la Business Europe. In buona sostanza, pertanto, gli unici a doversi stupire sono i cittadini che, come al solito, sono stati tenuti all’oscuro dei meccanismi di potere. L’Unione europea, al contrario, sembra non meravigliarsi affatto delle decisioni della Malmström finalizzati solo ed esclusivamente a tutelare gli interessi delle grandi multinazionali piuttosto che i diritti dei liberi cittadini europei.

A questo punto, c’è da chiedersi quale sia il ruolo dei cittadini in questa Unione europea in cui i vincoli di bilancio sembrano prevalere sull’opinione pubblica. Ovviamente, quella a cui stiamo assistendo è una deriva che non ha eguali nella storia e che non era affatto contemplata nei piani di tutti coloro che hanno lavorato affinché l’Europa si riunisse sotto un’unica bandiera. La sovranità popolare sembra essersi dileguata nel caos dell’economia e della finanza che, almeno per il momento, risulta l’unico collante in grado di tenere uniti i vari Stati. I popoli d’Europa, però, non lasceranno così facilmente spazio ad un potere non legittimato e c’è da scommettere che ben presto la comunità europea sarà costretta a tenere conto anche l’opinione dei suoi cittadini.

Il team di BreakNotizie

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