Catturati due terroristi implicati nell’abbattimento dell’Airbus russo

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Due agenti della CIA, probabilmente implicati nel disastro aereo dell’Airbus russo caduto in Sinai, sono stati arrestati nella capitale dello Yemen, Saana, da un commando di truppe scelte russe, dette “Spetsnaz”.


I due avrebbero supportato i terroristi di una divisione particolare dell’ISIS, la Wilayat Sina, fornendole l’arma per l’abbattimento del velivolo: un missile fabbricato in Gran Bretagna. Gli arrestati hanno tentato di giustificarsi asserendo di lavorare per le Nazioni Unite, ma sono stati immediatamente smentiti da un comunicato ufficiale dell’Ente. Di conseguenza, sono stati trasportati tramite un volo speciale diretto verso Mosca e fatto arrivare a Saana dal Ministero dell’Emergenze russo.

L’operazione è stata resa particolarmente complessa dalle avverse condizioni climatiche, a causa di un forte ciclone che si è abbattuto sul Paese, e dall’inseguimento di un aereo da caccia sudita, facente parte della rappresentanza che ha invaso lo Stato dello Yemen. Il volo speciale si è concluso con successo solo grazie alla copertura di un Hercules C-130 di Teheran, il quale, grazie alla sua rotta verso la Siria, ha distorto il segnale radio in modo da mandare in confusione i sistemi satellitari occidentali.
Il trasferimento si è reso immediato a causa dell’intervento degli USA, che hanno inviato una serie di F-15, ufficialmente con il compito di aiutare le operazioni volte a sgominare le cellule dell’ISIS ma, in realtà, con lo scopo di intercettare gli aerei russi impegnati nell’offensiva contro lo “Stato Islamico”.

Ad aggravare la già fragile situazione internazionale c’è stato il comunicato, diramato appena due giorni dopo la caduta dell’Airbus, in cui si afferma che altra artiglieria e lanciamissili portatili verranno consegnati ai terroristi in Siria: tutte armi in grado di abbattere voli civili. Questa notizia ha allarmato il Presidente Vladimir Putin al punto da far proibire ai voli nazionali di sorvolare la zona.

Le accuse mosse contro gli USA, se fondate, mostrerebbero una posizione assolutamente estrema assunta dalla gestione Obama sulla questione del Medio Oriente. Inoltre, all’inizio di ottobre, è stato reso noto come il senatore John McCain e altri esponenti dell’estabilishment americano avessero preso accordi proprio con i terroristi dell’ISIS per fornire loro una serie di armi, quali lanciamissili anti-aerei chiamati (PZRK) Verba e Igla-S. Questa sconcertante notizia è stata estrapolata da una intercettazione telefonica tra il senatore e Mikail Saakashvili, che attualmente è a capo del governo di Odessa.

A riprova di tutto ciò, lo scorso 8 settembre, era circolata una direttiva del NORAM, ossia il servizio delle forze armate della NATO, in cui si invitavano i Paesi membri a non far volare i propri aerei sulla zona del Sinai a meno di 25mila piedi di altitudine. Una informazione del genere, alla luce di quanto accaduto, aggrava ulteriormente la posizione degli USA nell’intricata vicenda. Se è vero, quindi, che è stata una bomba posta nella stiva a far esplodere in volo l’aereo, è anche vero che la Russia renderà pubblica qualsiasi confessione dei due arrestati, soprattutto qualora dovessero raccontare di come siano riusciti a far scendere di quota l’aereo per metterlo a portata di tiro dei terroristi.

Il team di BreakNotizie