Carico di grano muffito proveniente dal Kazakistan bloccato a Pozzallo

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5 mila tonnellate di grano duro importate dal Kazakistan sono state fermate in Sicilia, a Pozzallo. Il prodotto presentava della muffa e tracce di ruggine. Presidente della Regione Sicilia “Tolleranza zero”.

Una nave mercantile proveniente dalla Russia è stata bloccata al porto di Pozzallo, in provincia di Ragusa: il carico, costituito da grano duro importato dal Kazakistan, è stato ritenuto non idoneo all’alimentazione umana e, a detta degli ispettori, “non adatto neanche per l’alimentazione alimentare”.

Grano muffito e quasi germogliato, con tracce di ruggine

La nave, contenente 5mila tonnellate di grano, è stata bloccata lo scorso 15 marzo dagli ispettori del servizio fitosanitario nazionale e dal nucleo operativo regionale del Corpo forestale per la Sicilia orientale. Le condizioni dell’imbarcazione erano pessime: macchie estese di umido e muffa, con le paratie arrugginite e in parte scrostate; il carico di grano, oltre a presentare muffa, era in parte germogliato.

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[Fonte immagine: Corrieretneo.it]
Alla nave non è stato consentito di scaricare il grano, che era destinato al Mulino Rocca Salva di Pozzallo, uno dei più importanti della Sicilia, ai quali fanno riferimento buona parte dei pastifici dell’isola. Ai gestori del mulino non è stata attribuita alcuna responsabilità dal momento che non erano a conoscenza delle condizioni del carico.

Controlli più severi nei porti siciliani e tolleranza zero

Il presidente della Regione Sicilia Nello Musumeci ha dichiarato che non vi sarà tolleranza per quanti pensano di continuare ad introdurre in Sicilia merce non in regola con le norme sanitarie, soprattutto se riguarda dei prodotti destinati all’alimentazione. E ha aggiunto “Con l’assessore Edy Bandiera abbiamo intensificato i controlli e ringrazio le guardie forestali regionali e gli ispettori fitosanitari per l’impegno profuso”.

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Perché importare un prodotto che in Italia è più sicuro e di qualità?

L’accaduto pone luce su come si presenta parte del grano di importazione che arriva sino a noi in Italia e che poi viene impiegato per produrre pane, pasta ed altri prodotti alimentari che vanno a finire poi sulle nostre tavole. Ciò che fa riflette è che l’Italia produce già da solo dell’ottimo grano: perché allora importarlo dall’estero e rischiare, come in questo caso, di attentare alla salute dei consumatori con un prodotto andato a male e quindi malsano? E per quanto riguarda quel grano importato dal Canada che contiene glifosato e antimuffa e che continua ad attraccare a Catania e a essere impiegato nell’industria alimentare?

Secondo le statistiche di Coldiretti, una confezione di pasta su tre venduta in Italia è prodotta con del grano estero. Il grano da filiera 100% italiana è senza dubbio più sicuro di quello importato perché vi sono maggiori e severi controlli dal campo alla tavola. Anche stavolta, la differenza la possono fare i consumatori scegliendo di comprare italiano e facendo attenzione alle etichette.

Il Team di BreakNotizie